Chi Sono...

Mi chiamo Alessandro Belmonte e sono nato il giorno dopo la Festa dei Lavoratori nell'anno in cui un giovanissimo Beppe Bergomi (con baffone annesso) esordiva in un mondiale vincendolo. Sono orgogliosamente calabrese (di Rose, in provincia di Cosenza) anche se ormai da molto tempo vivo a Bologna. Le mie passioni sono: la politica, le nuove tecnologie e il ciclismo (da spettatore).

Cosa Faccio...

Sono un comunista a tempo indeterminato. Ho gestito per alcuni anni il sito "Il Brigante Rosso" che ora ho trasformato, per ragioni di tempo, in un Blog (spero vi piaccia). Sono iscritto al Partito dei Comunisti Italiani e coordino la Fgci (Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani) dell'Emilia Romagna. Prima di morire mi piacerebbe potermi iscrivere ad un unico Partito Comunista.

Piove, Diliberto ladro!

Uno degli sport preferiti dei “facebookkiani rossi” (onde evitare rimproveri, anche io faccio parte della categoria) durante l’ultima settimana (praticamente dal giorno in cui si è concluso il congresso della FdS) è stato quello di criticare qualsiasi cosa dicesse o facesse il compagno Oliviero Diliberto.

Il compagno Venier è addirittura arrivato al punto di cambiare il titolo ad un’intervista per dare l’idea (a chi si fosse fermato alla lettura del solo titolo) che Diliberto avesse elogiato Marchionne mentre è evidente che, nella stessa, egli sostiene che, essendo Marchionne il volto buono e presentabile del capitalismo italiano, risulta essere, di fatto, più pericoloso di Berlusconi stesso.

Ma a cosa sono dovuti tutti questi distinguo? Tutte queste prese di distanza? Secondo il mio modestissimo punto di vista la questione è molto semplice.

Il recente congresso della Federazione della Sinistra, nonostante i mille difetti, ha avviato (sicuramente reso più forte anche e soprattutto dopo la presa di posizione del compagno Claudio Grassi e la non chiusura dello stesso compagno Ferrero) il processo di riaggregazione e ricostruzione di un unico Partito Comunista che, all’interno della FdS, riunisca il PdCI e il Prc e, non a caso, dal giorno dopo (se non prima) è iniziato il fuoco di fila di chi legittimamente è contrario a tale progetto politico.

Ma quali sono le obiezioni di chi si oppone all’unità dei comunisti? Sostanzialmente sono due.

La prima riguarda il rapporto con le forze del centrosinistra. Si dice che individuare alcuni punti programmatici a partire dai quali caratterizzare la presenza dei comunisti e della sinistra all’interno dell’alleanza democratica sia inaccettabile in quanto rappresenterebbe il primo passo verso l’approdo al governo e una svendita per ottenere qualche poltrona. Alcuni di questi compagni, però, non propongono di presentarsi alle elezioni in modo alternativo al centrosinistra ma di allearsi senza provare a ottenere nulla se non la legge elettorale. Motivo? semplice in alleanza lo sbarramento è al 2 per cento, fuori è al 4. Ma, in ultima analisi, non è questa la posizione di chi chiede solo le poltrone (qualche parlamentare)? Non è questo il modo di ridurre le nostre aspirazioni (e quelle che vogliamo rappresentare) al semplice diritto di tribuna?

L’altro argomento che utilizza di solito chi è contro l’unità dei comunisti è che l’unità deve partire dal basso e non può invece essere calata dall’alto da un gruppo di burocrati. Tralasciando il fatto che tra coloro che lo sostengono vi sia anche qualche burocrate (se per burocrate si intende, secondo l’accezione da loro utilizzata, una persona che vive materialmente di politica da almeno qualche decennio), il punto è che tale tesi non solo è offensiva nei confronti di quelle compagne e quei compagni che quotidianamente lavorano fianco a fianco nei territori anche nella speranza di ritrovarsi al più presto in un unico partito ma anche non corrisponde alla realtà perché chi di solito è contro l’unità “calata” dall’alto poi raramente pratica quell’unità dal “basso” che tanto sostiene a livello teorico.

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73 Commenti su “Piove, Diliberto ladro!”

  1. Roberto Villani scrive:

    Alessandro a me la questione sembra un po’ diversa.
    Ai tesserati di rifondazione e pdci, per quanto ne so, al rinnovo del tesseramento verrà proposta la tessera FdS, pertanto almeno formalmente, i partiti comunisti si sciolgono in una indistinta federazione della sinistra.
    Poco male dirai tu, i problemi sono altri ed il “germoglio comunista continuerà a vivere nella FdS”, ma la realtà è che con questa mossa, almeno per quanto ne so’, ci fottiamo anche formalmente l’autonomia comunista (di fatto già persa nei contenuti, da moltissimo tempo ben lontani dal pensiero marxista-leninista).
    Per quanto riguarda gli accordi tra le segreterie per riaggregare i comunisti all’interno della FdS, ho molti dubbi sia riguardo alle modalità della fusione che alla sostanza di tale accordo (che è comunque qualcosina in più rispetto alla sinistra indistinta…)

    Certo, un vero processo Costituente Comunista sarebbe tutta un altra cosa!! E potrebbe veramente dare un nuovo ed inaspettato slancio al movimento!!
    Immagina; un percorso di riaggregazione di tutte le forze, le sigle, i movimenti comunisti, aperto a tutti i compagni senza tessera, con pari dignità di partecipazione per tutti.
    Un percorso dove affrontare discussioni e confronti approfonditi, costruttivi, esaustivi, su temi come: l’analisi della fase, impronta ideologica, il superamento delle categorie (trotzkismi, stalinismi, maoismi ecc.), il programma minimo e quello massimo, la strategia e la tattica, la prassi rivoluzionaria, ma anche cose più “pratiche” come le modalità di sovvenzionamento del partito, il rimborso spese dei dirigenti e dei quadri ecc…
    Un percorso che giunga infine a sviluppare il programma, lo statuto, i cardini di un nuovo, vero, autonomo, coerente partito comunista italiano (o d’Italia, visto che si dovrebbe fare autocritica sugli ultimi 60 anni di politica comunista!)

    Sappiamo entrambi perché questa grande possibilità non è gradita ai nostri dirigenti, che preferiscono l’accordo delle segreterie dei due partiti maggiori per essere più sicuri di mantenere il controllo del “partito”, ma i loro interessi, non possono andare per sempre contro a quelli della classe…

    P.S. nell’appello/movimento comunisti uniti, di cui faccio parte, non ci sono politici di professione, ovvero persone stipendiate per fare politica. In ogni caso aprire un dibattito sul tema base vertice mi sembra fuorviante. Se nei nostri partiti ci fosse un buon dirigente, coerentemente comunista, oggi spingerebbe certamente per la costituente, unica possibilità di rinascita del partito.

    P.S. 2 ho letto l’articolo su Diliberto e Marchionne, e Diliberto ha detto che Marchionne “non è un avversario, ci mancherebbe”… Io non lo avrei detto.
    Tra queste dichiarazioni e quelle per gli accordi a tutti i costi col PD, Oliviero sta mostrando la sua faccia più opportunista, in un momento molto difficile per i comunisti. E questo non è positivo per nessuno di noi.

  2. MASSIMO ROBERTI scrive:

    L’ UNIONE DEI COMUNISTI SOTTO UN’ UNICA CASA NON E’ UNA COSA CALATA DALL’ ALTO MA UNA RISPOSTA AD UNA DOMANDA CHE VIENE DAL BASSO , DA NOI .
    IN QUANTO AI FAUTORI DI QUESTO PROGETTO ( FERRERO , DILIBERTO , SALVI , MUSSI ECC. ) NON SONO POLITICI CHE SI AUTODETERMINANO MA HANNO LA NOSTRA FIDUCIA , PER ORA , E SONO GLI UNICI CHE PER ORA CI RAPPRESENTANO .
    CERTAMENTE CHE PER IL DOMANI SI DEVE PREVEDERE UN RICAMBIO ( IO SONO PER I DUE MANDATI E A CASA IN TUTTI I SETTORI ).
    ULTIMA COSA , ANCHE SE SONO PER LA FDS DOBBIAMO RICONOSCERE COME LEADER ATTUALE VENDOLA , E’ UNA CONDIZIONE NECESSARIA PER UNIFICARE TUTTI I COMUNISTI .
    COMPAGNI UNITI A SINISTRA E BUON LAVORO A TUTTI .

  3. Roberto Villani scrive:

    Diliberto è comunista nella simbologia ed opportunista nelle scelte (basta pensare alle alleanze, alle decisioni sulle missioni di guerra, alle politiche del lavoro ecc.)

    Ferrero, pur avendo la mia simpatia, è ormai ben lontano dal marxismo leninismo ed è tra l’altro un leader senza partito (RC è un accozzaglia di correnti in via di progressivo scioglimento)
    Mussi e Salvi sono tutto meno che comunisti!
    Vendola è ormai un anticomunista, vuole riscrivere la storia della sinistra lanciando un OPA al PD e cavalcando il capitalismo “buono” (che per un comunista è un concetto che non esiste)

    Tutto questo col comunismo non c’entra niente. E non si tratta di fare a gara a chi è più Marxista-Leninista, come fanno certi settari, ma si tratta invece di fare una lucida e semplicissima analisi.

    Spero che i tanti compagni che vorrebbero la nascita di un vero ed unito partito comunista la smettano di tessere le lodi di dirigenti che hanno sbagliato troppo e si mettano a lavorare per la costituente e per un nuovo autonomo e coerente partito!

  4. mirco scrive:

    Queste discussioni compagni sono antiche come, e più dell’ universo comunista, quante volte, ai tempi della NEP Lenin è stato tacciato di imborghesimento, di essersi venduto al capitale internazionale……
    Quante volte Stalin è stato accusato di avere tradito la rivoluzione…..
    1° nessuno dice che la tessera della FdS SOSTITUISCE niente, semmai si aggiunge.
    2° la politica, a volte è anche opportunismo, Molotov-Ribentrop insegna.
    3° Vendola è (e non da adesso) anticomunista e non mi sembra il caso di andargli dietro…..
    Tuttavia, non vi agitate, la “politica” è sempre stata determinata dalla necessità storico-sociale, e anche questa volta sarà così.

  5. PAOLO FEDERICI scrive:

    Ha ragione Roberto Villani, Da noi si dice (detto popolare)che questi sono comunisti prima di colazione.
    Cioè appena mangiano qualcosa si dimenticano di chi sono.
    Per una poltrona fanno tutto ed il contrario di tutto…e Diliberto insegna!

  6. rossofo scrive:

    non mi fregano più, viva il PCL di Ferrando

  7. filippo scrive:

    cmq è proprio vero sono andato sul sito della federazione della sinistra ed era un coro di NOOoooooooooooo, contro diliberto.
    cmq visto che facciamo tutti politica cerchiamo di capire questo, diliberto è stato eletto portavoce per sei mesi a conclusione del giro iniziato da ferrero un anno fa, da salvie ed adesso tocca a lui. Quindi tra sei mesi diliberto non sarà piu il portavoce della fds. Certo è che la nomina a diliberto qual portavoce viene percepita ocme un acosa “duratura” perchè uscito da congressa. Ma credo che sappiamo tutti chetra sei mesi passerà il testimone.

    complimenti per il sito e la comunicazione che fai alessandro

  8. mirco scrive:

    C’è una TERZA motivazione…..(Almeno per quanto mi riguarda)
    Senza una COSTITUENTE che individui i parametri di unione, e stabilisca COSA si va a costruire, si rischia di rifare l’errore originale del Partito della Rifondazione Comunista.
    Cioè, l’unione di due culture in antitesi strutturale e storica, una “ortodossa” l’altra “sessantottina” è da questa forzatura, che sono nati i guai della “RIFONDAZIONE” personalmente, ho poco da spartire con chi disconosce la rivoluzione cubana, o la guerra patriottica sovietica (questo da un punto di vista storico-identitario) e conseguentemente da chi aborrisce il concetto di Stato o di Partito, da chi propugna la politica dei “minimi sistemi” oppure il movimentismo, oppure la teoria degli “orticelli” (questo parlando di prassi)……insomma, essere in 100 oppure in 200 a prescindere dal programma costituente, non può bastare ad unire.

  9. Yuri Buccino scrive:

    Massì, facciamo come Tafazzi, martelliamoci sui coglioni!
    Compagni, già siamo rimasti 4 gatti, poi se ci si divide su ogni cosa la gente non ci voterà più.

  10. Stefano Grondona scrive:

    Alessandro, finalmente hai riportato la discussione su un canale politico e non emotivo (richieste di espulsioni , ecc.). Commetti però lo stesso errore che imputi a Venier: la mistificazione della realtà. Non c’entra nulla l’unità dei comunisti con la volontà che il PdCI ha di fare un accordo programmatico con il PD per il governo dell’Italia (accordo di legislatura), con la volontà che il PdCI ha di sostenere, magari dall’esterno ma sempre sostenere, un governo con Bersani, Montezemolo e Casini che implicherebbe necessariamente il sostegno (ed il voto in parlamento) da parte di eventuali eletti comunisti di tutte le politiche di quel governo. Come sai io sono da sempre per l’unità dei comunisti, ma sono anche convinto che perché possa ripartire un unico Partito Comunista occorre che recuperi dignità, autonomia e credibilità. E ciò può avvenire, visti gli attuali rapporti di forza,posizionandosi in alterativa al PD e fuori dal centrosinistra: una alleanza con il PD, visti i numeri, comporterebbe appiattimento sulle politiche di quel partito. Quanto alla critica che muovi nei confronti di chi vuole un accordo meramente elettorale, mi dispiace rilevare un’altra mistificazione della realtà. La posizione di questi compagni, che come sai non è la mia (io sono per andare da soli e per l’alternativa senza se e senza ma) non può essere però ridotta ad una mera ricerca di posti. Loro sostengono di allearsi e di non sostenere il governo a priori, di mantenere le mani libere, il PdCI invece sostiene di allearsi e sostenere comunque il governo PD ecc.., parla di governo di legislatura. In altre parole il PdCI teme il rifiuto del PD e già promette obbedienza per tutta la legislatura. Questa è la differenza. Ciao Stefano

  11. Evaristo scrive:

    A me pare che nessuno si confonde e non c’è davvero bisogno di decontestualizzare frasi di una sua intervista per giudicare politicamente il “socialdemocratico” Diliberto.
    Diliberto ha una storia politica alle spalle fatta di atti concreti. Quello che dichiara è solo la conferma di un giudizio su di un “destro” che di comunista ha ben poco, se non ostentare le simbologie per meri ritorni elettorali.
    E in questa Fed, per favore, non parlate di unità dei comunisti attraverso la paventata fusione del PRC e del PDCI, poiché sapete benissimo che quelli del PDCI sono invisi ai militanti del PRC, soprattutto nei territori.
    L’unità dei comunisti la si costruisce dal basso, dai territori

  12. vito scrive:

    Bene, se Diliberto è contestato allora è la conferma che è sulla strada è giusta. Chi non vuole Diliberto non vuole l’unità dei Comunisti, che poi si dica che Ferrando è più Comunista di altri è una cazzata mostruosa e non conosce la storia dei Comunisti. Il Partito Comunista è nato elevare e migliorare la condizione della povera gente rendendola uguale gli uni agli altri, Ferrando, per esempio e altri come lui, invece vogliono ghettizzare i comunisti sulla riga dei “duri e puri” che alla fine non contano una sega e restano emarginati a vita (sempre che riescano ad esistere).

  13. Leonardo Zattoni scrive:

    Io sono stato uno di quelli che ha aperto il fuoco di fila contro il Diliberto.

    Tempo fa lo stimavo. In FB ho persino una foto nella quale sono con lui ad un comizio a Siena e nella quale gli ho chiesto direttamente ed esplicitamente di fondere i due partiti.
    Noi del PRC eravamo appena usciti da Chianciano e ci era stato detto che col PD non si pigliava neanche un caffè, per lo meno a livello nazionale. Ero entusiasta e motivato per la nostra linea politica e per aver ritrovato i compagni del PDCI. Ero felice di stare in un partito assieme a lui e a loro.

    Poi di mezzo c’è stato un congresso sulla cui legittimità ho molto da ridire ( i delegati nazionali sono stati nominati dalle segreterie dei due partiti e dalle due scoreggiette di associazioni che stanno in FDS, quindi traggono la loro legittimazione dal fatto di essere dei leccaculo raccomandati, non dal voto dei militanti, io non li ho legittimati a prendere decisioni in mia vece in nessun modo ). Quando ho posto queste questioni sono stato deriso dalla maggior parte dei compagni conformisti, mentre una piccola parte si è degnata di rispondermi e mi ha detto che veniva fatta in fretta e furia per essere pronti ad una eventuale crisi di governo in gennaio. Ora io mi domando : ma non avevano iniziato a parlare di FDS nel 2008 ( e con tutt’altri posizionamenti politici )? Ci sono stati due anni di mezzo per prepararla, perchè qualcuno ha l’ardire di dire che è stata fatta in tutta fretta?

    Infine il cambio di linea politica. Ci stiamo posizionando sulle stesse posizioni di SEL dopo che in passatto avevamo fatto proclami sull’indipendenza ed alternatività del nostro soggetto rispetto al centro del centrosinistra. L’unica differenza è che SEL ha i numeri per stare al governo, mentre noi al governo non ci possiamo stare, perchè non abbiamo i numeri e perchè il PD non ci vuole.

    Ora se il mio partito deve fare le stesse cose che fa SEL, emendare emendare ed ancora emendare le porcate del PD, preferisco votare l’originale ( e non lo farò MAI, così come non lo voterò alle primarie, quello scissionista antidemocratico ).
    Ed inoltre: ma crediamo di non esserci ancora sufficientemente sputtanati col nostro elettorato? Dobbiamo continuare ancora per molto? Quante volte ancora dovremo cambiare linea politica, per quanto riguarda il nostro rapporto col PD? 1000? 10.000? Cambiare idea spesso è sintomo di debolezza ed instabilità, e la gente decide il proprio comportamento elettorale anche in base a questa cosa che si chiama coerenza.

    Ora io voglio stare insieme ai compagni del PDCI. Ma se per starci insieme mi devo sorbire quella puttanata megagalattica che “siccome Berlusconi è il male assoluto, dobbiamo entrare in coalizione con il PD che son tanto meglio di lui per cacciarlo”, allora mi domando seriamente di che cosa stiamo parlando, di dove sia il comunismo di cui parliamo e del quale portiamo i simboli, disonorandoli.

  14. Simone scrive:

    Io sono tesserato nel Prc.
    A me piacerebbe poter difendere gli interessi del popolo all’interno del parlamento anche a costo di fare accordi con la sinistra borghese. A me piacerebbe poter dare voce all’idea comunista anche a costo di avere visibilità tramite accordi con la sinistra borghese ?
    Ma il punto : ci riusciremo ?
    Prima dell’ultimo governo Prodi dicevamo le stesse cose : cediamo su X per avere Y, facciamo l’accordo perchè lo chiede il popolo, ecc
    Sappiamo tutti come è finita : Afghanistan, niente pacs, mantenimento della legge 30 e tutto il resto.
    E prima Prc + Pdci + Sinistra Ds arrivavano oltre il 10 % ! Ora, bene che vada, arriveremo al 3 %
    Non siamo riusciti ad influenzare un governo di centro-sinistra quando avevamo oltre il triplo dei voti … perchè dovremmo riuscirci adesso ?
    Il rischio serissimo è di non avere la forza di imporre NIENTE e di essere visti, ancora, come una forza politica inutile.

  15. mirco scrive:

    Sostenere un governo di CS. non vuol dire necessariamente farne parte…..ciò detto, è meglio che questa crisi se la gestisca un governo di CD.
    Se mai, le cose dovessero precipitare (e sarà così) chi governerà in quel momento si attirerà addosso gli strali della nazione, e presupposto il fatto che un centro”sinistra” non sarà in grado di dare risposte, potrebbe essere la reazione ad avere la sponda per un colpo di coda risolutivo.

  16. Francesco scrive:

    Sono totalmente daccordo con Alessandro Belmonte.
    Ricordo a tutti e tutte che Diliberto è l’unico segretario che da anni sostiene testardamente l’esigenza di unificare la sinistra e di costruire un unico Partito Comunista. Oggi pare si vada in questa direzione e ciò vuol dire che la coerenza e la testardaggine di Diliberto, fin qui, hanno pagato.
    Per questo le critiche di chi si aggrappa a una singola parola o frase senza analizzare il contesto, mi sembrano ridicole e pretestuose. A meno che qualcuno non voglia sminuire la figura di Diliberto proprio perchè è lui il primo sostenitore dell’unità della sinistra e dei comunisti nel nostro paese.

  17. Simone scrive:

    Sottoscrivo ogni singola parola del compagno Leonardo Zattoni.
    Qui non è che qualcuno critica Diliberto perchè vuole l’unità dei comunisti : io critico Diliberto ma vorrei l’unità !
    Il punto è che il congresso è stato una farsa anti-democratica, il punto è che la nostras linea politica si è oggettivamente avvicinata a quella di Vendola (in barba a Chianciano) con la differenza che loro appariranno come i leali sostenitori di un governo di cs per cacciare il tiranno mentre noi saremo i cugini più piccoli, più ambigui (appoggio esterno, appoggio elettorale ma non di governo e via così) e più “strani”.
    Stiamo ripetendo la stessa esperienza del governo Prodi (e sappiamo tutti come è finita) solo che adesso prendiamo meno voti … fatevi due conti

  18. Roberto Villani scrive:

    Compagni,
    da più di due anni mi dedico anima e corpo al progetto Comunisti Uniti, inizialmente avviato anche da Diliberto, dopo la sconfitta dell’Arcobaleno e poi subito dopo abbandonato dallo stesso per abbracciare l’operazione degli accordi di sigla in vista delle Europee.
    Per quale motivo è avvenuto tale abbandono?
    Per il fatto che a quel primo appello hanno risposto migliaia di compagni che la costituente comunista LA VOLEVANO FARE SUL SERIO!
    Non quindi giochetti politici ed accordi di segreterie, ma una vera operazione costituente, che come potrete immaginare avrebbe potuto mettere in difficoltà coloro che ancor oggi pensano di gestire “personalisticamente” il partito.
    In una vera costituente comunista ci si conta col metodo “una testa – un voto”. Si discute criticamente delle strategie e delle tattiche fin qui adottate dai comunisti.
    Si fa un bilancio delle scelte sbagliate e si cercano nuove e più coerenti strade da percorrere.

    Non ho mai creduto che la strada intrapresa da Ferrando fosse giusta, in quanto il suo progetto è stato fino ad oggi settario e di testimonianza.
    Ma certamente non si può più correre nell’errore opportunista di chi cerca a tutti i costi di salvare struttura e poltrona vendendo se stesso ed i compagni al PD servo di confindustria!!
    Criticando Diliberto, critico la linea che ha portato i comunisti alla sparizione ed auspico una linea nuova di unità, di coerenza e di autonomia dei comunisti!
    Oggi più che mai è necessario rivedere criticamente il nostro percorso! Fuggire da settarismi ed opportunismi e ricreare un vero partito comunista, attraverso un processo costituente!
    Se ci crediamo si farà, ma c’è bisogno della collaborazione fattiva di tutti i compagni che vogliono un unico e vero partito marxista-leninista!!

  19. Claudio Guardo scrive:

    Cari compagni, è inutile e suicida continuare con i “distinguo”. Nessuno ha interrotto il dibattito all’interno della Federazione; quindi il dibattito sulla linea, sulla fase, sul programma e su tutto il resto continua. Finalmente ci siamo avviati sulla strada dell’unità, ed abbiamo già perso troppo tempo. Cacciare Berlusconi resta comunque e in ogni modo il primo passo da compiere, se necessario anche facendo un patto col diavolo. Ma non vedete ache livello di m… è atrrivata l’Italia? In ogni caso, tra massimalismo e opportunismo, ho sempre ritenuto che valga la pena di scegliere l’opportunismo.Ora più che mai. O dobbiamo aspettare che ci strappino anche i peli del c…?
    Claudio Guardo

  20. alberto scrive:

    Io sono stato uno di quelli che ha creduto nell’appello comunisti uniti del 2008 (1.0), poi subito fatto cadere nel nulla dal PDCI e dall’area Ernesto. Se avessero veramente voluto l’unità dei comunisti, di TUTTI i comunisti, non avrebbero abbandonato Comunisti Uniti 1.0 e tolto il sostegno all’attiva prosecuzione di quest’appello (ora Comunisti Uniti 2.0), demoralizzando così molti di quelli che vi avevano creduto; e guardate che non ci sono motivi validi, agli occhi di un semplice comunista, per far questo.
    Ma ritengo che esser Comunisti vuol dire anche non demoralizzarsi, non demordere e ricercare ostinatamente la strada per l’unità, ma che sia perlomeno comunista. Così ho firmato anche comunisti 2.0 e, da comunista non tesserato, continuerò a parlare a tutti i comunisti, ovunque siano collocati, ed interessati ad una costituente per la ricostruzione di quello di cui abbiamo veramente bisogno: un unico e forte partito comunista italiano.

    Aggiungo che oggi io non mi sentirei più iscrivermi a R.C. o PDCI, questo si, poiché verrei iscritto (“ope legis”, art. 2 comma c. statuto FDS) automaticamente, senza dunque chiedere il mio esplicito assenso, anche ad una formazione non esclusivamente comunista (FDS), alla quale non credo; ritengo pertanto l’automatismo ingiusto e non democratico. Un gruppo dirigente interessato veramente all’unità dei comunisti avrebbe dovuto evitare, a parer mio, la “doppia tessera” automatica!

  21. Roberto Villani scrive:

    Sottoscrivo quanto espresso da Alberto.
    tra l’altro è proprio attraverso i tanti patti col diavolo e l’opportunismo di cui parla Claudio che ci troviamo nella situazione di merda da lui stesso citata…
    Per il mio paese non oso sperare in un partito comunista come quello bolscevico…
    ma almeno un partito con la linea e l’impatto del KKE, ce lo meriteremmo…
    Puntiamo dritti e decisi alla Costituente Comunista!
    Riuniamo tutti i compagni in un unica, forte, coerente ed autonoma organizzazione Marxista-Leninista!

  22. angioletto usai scrive:

    Carissimi Compagni di lotta!!!
    Il partito dovrà essere ricostituito dalla base!
    Siamo tutti convinti?
    Io penso di SI…!!!…Non tutti lo sono!!!
    Ma anche quando tutta la Base fosse d’accordo non sono e non lo saranno mai tutti coloro che “gestiscono” la Base stessa,dai più “piccoli” responsabili periferici fino ad arrivare ai più alti “papaveri”.
    Tutti coloro i quali lavorano per la Base e con la Base vengono COSTRETTI ad uscire dal partito!
    Io continuo a lavorare per il comunismo da fuori!
    Dobbiamo lottare per cambiare i vertici!
    Quanti di noi sono convinti???
    Angioletto usai (POLITICA INDIPENDENTE DEMOCRATICA).
    Sassuolo,30/11/2010…e-mail
    Tel/cell…3382801620….
    (PS)ABBIAMO MILLE MOTIVI PER LOTTARE POLITICAMENTE!!!

  23. Claudio Guardo scrive:

    Si deve concludere che ciascuno vuole il comunismo a sua immagine e somiglianza? Questo integralismo sa tanto di cattolicesimo mal digerito. Sembra che abbiamo sostituito la barba del Padreterno con quella di Carlo Marx. Sarebbe bene, piuttosto, leggere il libretto di Lenin “L’estremismo, malattia infantile del comunismo”. Ma no… continuiamo a dire “Piove, Diliberto ladro”. Continuiamo così, facciamoci del male…

  24. Roberto Villani scrive:

    “L’estremismo, malattia infantile del comunismo” è uno dei libri più citati dagli opportunisti…
    ma sul “che fare” mi sembra che Lenin esprima chiaramente ciò che pensa in merito all’opportunismo ed al falso comunismo…
    Claudio, ti assicuro che sono tutto meno che settario, ma è necessario riprendere un cammino di coerenza, e chi vuole continuare a stringere accordi con i partiti borghesi mi sembra che abbia da tempo rinunciato alla prospettiva Marxista.
    Gli accordo possono (debbono) essere fatti quando portano la classe a fare dei passi in avanti verso il socialismo, ma la storia recente insegna che la partecipazione a certi governicchi ci ha invece portato a grossi arretramenti ed alla sparizione dei comunisti nel paese, con una perdita di credibilità tra le masse mai vista prima…

  25. alberto scrive:

    Non sai quante volte, caro Claudio, mi hanno citato questo testo di Lenin per tentare di mortificare la mia “coerenza comunista” , ho dovuto “leggerlo” (si trova anche in rete) per capire che veniva citato “strumentalmente” per sfruttarne solo il titolo, null’altro.
    Sono d’accordo con Roberto (non ci siamo affatto messi d’accordo); spero di fare cosa utile a tutti, fornendo questo “link” e invitando alla lettura i compagni che non lo hanno fatto:

    http://www.marxismo.net/estremismo/introduzione.html

    Non milito né appartengo a quest’area di minoranza di R.C., ho semplicemente riportato il collegamento trovato e che mi sembra una discreta introduzione, il testo cartaceo è facilmente reperibile in rete e/o in qualche libreria fornita; altri riferimenti, anche al testo integrale, potrete facilmente trovarli da voi con una semplice ricerca su internet.
    Studiare è un valido e necessario “incipit” per ritrovare l’unità dei comunisti (fine dei comunismI e nascita del comunismO) ed evitare così ciò che chiamiamo “settarismo”; non so se ci avete fatto caso ma, R.C. soprattutto e in misura minore PDCI, hanno dismesso l’abito culturale, mandando in soffitta il “gramsciano invito a studiare”.
    Ci vuole certamente il “partito sociale” (il “partito del fare” di R.C.), ma senza solide basi culturali si finisce per deviare dal solco tracciato, dunque dal comunismo!

    Sono convinto, e scusate se ribadisco ciò, che l’esser “settari” (ma fose sarebbe meglio dire “opportunisti”?) è anche imporre una doppia tessera ai compagni iscritti senza prima fare un congresso di partito che ratifichi ciò (tessera FDS), senza dunque chieder loro il consenso ed escludendo di fatto altri potenziali iscritti; ma come mai caro Brigante, dato che tieni all’unità dei comunisti, non critichi questo punto?

  26. Claudio Guardo scrive:

    Ma chi ha mai parlato di partecipare a governicchi? Ribadisco che tra opportunismo e massimalismo scelgo l’opportunismo (come ho sempre fatto) e ritengo, come ritiene Diliberto, che sia VITALE tornare in Parlamento anche per avere risorse allo scopo di fare sentire la nostra voce. Poi, come mai si devono fare passi avanti verso il socialismo, ma una volta che se ne fa uno, per giunta piccolo, i massimalisri insorgono? Concordo con chi ha scritto su questro blog che tanti studenti, disoccupati, donne, precari (in una parola, i proletari di oggi)aspettano qualcosa, ma non sono granchè interessati a rimirarsi l’ombelico.

  27. Simone scrive:

    Claudio ma tu il passo verso il socialismo dove lo vedi ?
    Se appoggiamo, anche con un accordo elettorale, il Pd capisci anche da solo che poi dobbiamo dargli anche l’appoggio esterno.
    Quindi, se fai cadere il governo perchè farà misure anti-proletarie (cosa certa), allora sei lo stronzo che fà tornare la destra.
    Se invece voti tutti, la gente non ti vota più (come già ha fatto) perchè non rispetti i patti col tuo elettorato.

  28. Claudio Guardo scrive:

    Il passo verso il socialismo è la Federazione della sinistra: passo assai piccolo, ma finalmente l’abbiamo fatto. L’eventuale appoggio esterno è tutto da contrattare (la politica è l’arte della mediazione). Quanto alle misure antiproletarie, cerchiamo prima di essere in Parlamento con un programma di sinistra, poi seguiremo il programma. La gente non ha votato più a sinistra per “merito” di Veltroni, non perchè la sinistra non ha mantenuto un prograsmma (del quale si può dire che non c’era). Cerchiamo quindi di elaborare un programma per ritornare in Parlamento e farci sentire.

  29. Simone scrive:

    Ma ti rendi conto che andare in appoggio esterno al Pd (come la Federazione vuole fare e questo è oggettivo) significa necessariamente fare un programma in comune con loro : la storia ci insegna che è sempre un accordo al ribasso !
    Nel 98 siamo stati costretti a uscire dal governo di centro-sinistra, nel 2008 siamo stati puniti dal nostro elettorato per aver votato l’invotabile (Veltroni non è l’unica causa).
    Il punto non è la teoria : in teoria il Pd potrebbe anche accettare un programma leninista … non è impossibile a livello matematico.
    Il punto è la pratica : governare con il centro-sinistra non ha funzionato in passato e questo è certo

  30. Antonio José scrive:

    Cari compagni italiani,
    poichè il nostro partito è giudicato assai debole nella comparatistica con altri partiti comunisti (PCP,KKE, PCF), non mi permetto di dare consigli a nessuno.
    Però mi sembra importante anche far conoscere qualche dettaglio che vi può essere utile.
    In Spagna anche noi nel momento del tesseramento siamo “consigliati” di farci anche la tessera di Izquierda Unida. Dopo i primi anni di discussione, ormai questo non è motivo ni problemi, anzi, direi che è andato benino dopo i primi vent’anni. Tutti i compagni del PCE hanno sempre capito che poichè IU è un progetto strategico irrinunciabile per la nostra lotta, quella che chiamiamo “doble militancia” è un compito necessario. Anche se con il tempo a volte si è vista certa opposizione ideologica tra il Partito e il movimento IU, negli ultimi anni abbiamo visto con piacere come i compagni non-comunisti, soprattutto i più giovani, sono sempre in prima linea di vanguardia. Infatti nell’ultimo sciopero nazionale, forse per la prima volta, nei picchetti c’erano così tanti comunisti come compagni di IU.

    Però ci sono due problemi sui quali dovrete lavorarci:
    -i possibili conflitti là dove dirigenti della FdS possono opporsi alla base comunista, creando tensioni fra FdS e PCI, ritornando al problema delle scissioni.
    -la traslazione inevitable (è accaduto ormai nel Front de Gauche e a Die Linke in certa misura) di conflitti dal PCI alla FdS. Mi spiego: questa doppia struttura, se non si evita efficacemente nella sua conformazione, rende troppo facile che gruppi “sconfitti” nei congressi comunisti tentino una “rivincita” nella FdS, creando una sorta di opposizione interna fuori dal partito.
    Noi lo abbiamo risolto solo parzialmente negli ultimi cinque anni, e ancora abbiamo problemi al nord e in qualche cittá.

    Spero vi siano utili queste riflessioni.
    saluti comunisti
    (ho a casa una bottiglia di vino italiano aspettando per celebrare la rinascita del PCI, FORZA COMPAGNI!!!)
    AJ

  31. Claudio Guardo scrive:

    Il 98 è passato; nel 2010 non esistono alternative.

  32. Simone scrive:

    Allora siamo fregati, tanto vale tesserarsi a Sinistra Critica perchè ,se facciamo un altro governo col centro-sinistra, prenderemo gli stessi voti.
    Andare al governo, anche in appoggio esterno, col centro-sinistra non può che scontentare tutti, per i motivi che ho espresso

  33. Claudio Guardo scrive:

    Senza dubbio siamo fregati: però occorre vedere se dobbiamo fare un tentaivo per venirne fuori, oppure dobbiamo restare sempre e solo “quattro amici al bar”. Se siamo fregati oggi (perchè fuori dal parlamento), non è detto che dobbiamo esserlo per sempre: è bene ricordare il gramsciano pessimismo della ragione e ottimismo della volontà (la volontà di formulare un programma di sinistra). Condivido l’intervento del compagno Antonio José che nasce dall’esperienza.

  34. Simone scrive:

    Questo è il punto del contendere : tu dici che siamo fregati perchè siamo fuori dal parlamento, io dico che siamo fregati perchè se facciamo un appoggio esterno al Pd e votiamo tutto allora io stesso non capirei più il motivo di votare comunista, se invec facciamo un appoggio esterno al Pd ma su certi punti fermi non votiamo allora saremo i cattivi anacronistici che vogliono far tornare la destra. In entrambi i casi saremo in parlamento ma saremmo davvero fregati lo stess ! Se condivido il compagno Antinio Josè allo chiedigli se Izquierda Unida, per caso, ha votato la fiducia al governo Zapatero .. a me non risulta

  35. Roberto Villani scrive:

    infatti il problema non è l’alleanza in se, ma che tipo di alleanze e con chi…
    oggi il PD, indipendentemente dalle opportunistiche dichiarazioni pre-elettorali, è un partito funzionale agli interessi di confindustria e di altri poteri forti come il Vaticano. Il suo programma sarà un programma contro i lavoratori, contro i diritti, contro la pace, contro la tutela ambientale…
    Il PD è il partito delle privatizzazioni, della riforma delle pensioni, della legge 30, della riforma Berlinguer che ha avviato il processo di privatizzazione della scuola, dei soldi alle scuole private…
    Non stiamo parlando neanche di un patto di desistenza con un normale partito socialdemocratico (ammesso che ne esistano ancora), ma di un vero e proprio patto col diavolo. E per far cosa? Per far tornare in parlamento Diliberto in modo da risanare i conti dei 2 partiti in totale bancarotta? A costo di perdere totalmente la già scarsa credibilità che abbiamo?
    Beh, a me la scelta non sembra strategicamente ben impostata…
    Occorre tornare ad un modo diverso di fare politica e soprattutto occorre ricostruire la struttura ed i fondamenti di un vero, unito, coerente ed autonomo partito comunista. Un partito in cui l’aggettivo “Marxista-Leninista” non sia un orpello, ma indichi realmente la modalità con cui si opera…

  36. Claudio Guardo scrive:

    Se non voteremo l’invotabile, sono d’accordo a passare per il cattivo anacronista. Non capisco perchè, se un “destro” del PD mi spaccia per cattivo, dovrei dispiacermene: l’importante è essere coerenti con un programma di sinistra: La natura ha orrore del vuoto, e anche la politica: vediamo assalti di sedicenti anarchici all’Università di Trento (nella cui provincia abito) e varie manifestazioni di intolleranza “di sinistra”; questo perchè una sinistra credibile non è radicata nel territorio e presente in parlamento. Infine, e chiedo scusa se mi ripeto, senza soldi non si va da nessuna parte. Avete mai provato a stampare un volantino o un giornaletto? Certo, facciamo un vero partito marxista leninista, ed eravamo quattro amici al bar che volevano combiare il mondo…

  37. Roberto Villani scrive:

    Forse ricordi male…
    Quando PRC fece cadere (sulle 35 ore ma non solo) il primo governo Prodi, cui come ricorderai davamo solo appoggio esterno, ci fu un attacco a tutto campo verso il partito, reo solo di aver agito coerentemente col suo programma!
    Se fai parte di una coalizione le cose vanno SEMPRE così!
    Non puoi pensare di agire coerentemente col tuo programma se hai come alleati partiti che hanno obiettivi diametralmente opposti ai tuoi!
    Dire “intanto mi alleo, poi se una legge non mi piace non la voto” significa prendere in giro se stessi, i compagni e gli elettori!

    Per quanto riguarda i soldi, il problema è che abbiamo smesso da troppo tempo di agire da comunisti.
    Attraverso l’impegno, la militanza e l’organizzazione si può supplire anche alla mancanza di ingenti risorse economiche. Che tradotto vuol dire: i militanti si rimbocchino le maniche e si ritorni ad un attenta e razionale organizzazione! E’ chiaro che senza quattrini invece di pagare gli attacchini i manifesti ce li dovremo attacchinare da soli, così come ci toccherà andare in giro a vendere i giornali o a fare le sottoscrizioni.
    Ma i compagni hanno sempre fatto così!
    E riguardo ai giornaletti, oggi possono essere distribuiti in buona parte anche virtualmente (è il bello della rete, no?)
    ti mostro il nostro (a mio parere non è male, ma ovviamente si può migliorare!)

    http://www.youblisher.com/p/75852-L-Unita-dei-Comunisti-ed-7-dicembre/

  38. Antonio José scrive:

    No, non abbiamo mai votato per farlo presidente, se a questo ti riferisci.
    -AJ

  39. mirco scrive:

    In quanti siamo rimasti, se si fa colletta non si paga manco una birra !
    E’ un mese che giro con i tagliandi, non arrivo neanche a 100 Euro…..e ne ho battue delle porte !

  40. mirco scrive:

    E…in federazione si lavora senza riscaldamento, per risparmiare……

  41. Claudio Guardo scrive:

    Quello che scrive Mirco dovrebbe indurre a un pò di sano realismo. Condivido ancora quello che ha detto Diliberto: non importa sapere chi aveva ragione o torto nel 98: ora non si torna più indietro. Speriamo! E comunque vadano le cose non ci sono alternative: pena il divenire sempre più fiochi fino a sparire del tutto.

  42. Roberto Villani scrive:

    infatti il problema non sono gli errori del ’98, sono gli errori attuali!
    Si persevera nel cercare accordi con partiti borghesi che sono lo strumento degli avversari di classe (leggasi PD e Vendola).
    Ci dicono che l’accordo si fa per evitare la sparizione dei partiti comunisti (che come si sa sono in bancarotta, per cui urge mandare qualcuno in parlamento per rimpinguare le casse), ma ai lavoratori ed alla maggior parte dei compagni interessa di più evitare la sparizione del comunismo stesso! Se continuiamo a tradire la gente, perderemo anche quel residuo di credibilità che ancora è rimasta…
    I comunisti non possono più accordarsi col PD ripetendo gli errori del passato. Basta!!

  43. alberto scrive:

    Bravo Roberto,
    chi continua con la logica della collaborazione di classe con la borghesia (perché di questo si tratta), in nome del “meglio un uovo oggi che una gallina domani” e dell’ottenimento di qualche briciola di successo parlamentare, non si rende conto che tra una decina d’anni ci sarà un bel congresso della FDS che cancellerà persino falce e martello ed ogni riferimento al comunismo (come sta accedendo in tutta Europa, es. Die-Linke che piace tanto a Ferrero). In cambio di cosa? Di un 5 -8 % stabile in un parlamento borghese senza dunque la possibilità di cambiare i rapporti di forza sottostanti? E alleati con chi poi, con un PD, la cui “new-generation” dei rottamatori (il nuovo che avanza) non ha mai visto il PCI ed è disposta ad andare a “casa del lupo” (Arcore) per elemosinare qualche spicciolo? E badate che anche i vecchi dirigenti PD non mi piacciono per nulla!
    Vendola non ne parliamo, anche se stesse dentro il PD io non cambierei idea: non ne vedo la reale differenza!!!
    Se questa è la prospettiva, ossia quella che vuole la borghesia in tutta Europa (una sinistra addomesticata e cloroformio delle masse oppresse), la fine dei comunisti è vicina. In tal modo stiamo facendo il gioco proprio della borghesia che, in modo anche occulto, è compatta, al contrario di noi; ed è brava a crearci dei “finti amici”, in realtà al suo servizio.
    Vogliamo aprire gli occhi? In realtà vogliono eliminare anche il più lontano “odore” di comunismo! Ci hanno tentato lungo tutto il ’900 e purtroppo ora, grazie anche alla nostra miopia e alle nostre divisioni, ci stanno riuscendo.
    Peccato, non vi rendete conto di quanto sarebbe forte, in una non lontana prospettiva di fortissima crisi del polo imperialista Europeo, un partito comunista che nascesse dalla riunificazione di tutti i comunisti, italiani ed europei.
    Con un vero partito comunista, al crollo delle macerie del capitalismo Europeo, voleremmo nei consensi, altro che il 10% massimo che sono disposti a concedere i padroni dell’Europa (la Sinistra Europea è “concessa”, dunque tollerata dal capitalismo, al contrario dei partiti comunisti che vengono efficacemente combattuti in Europa); ma se questo partito non sarà pronto allora spariremo senza poter portare avanti la necessaria lotta di classe.

    Leggete l’ultimo comunicato del sempre più forte KKE (l’avessimo noi…):

    http://it.kke.gr/news/news2010/2010-12-1-kea

    Scusate questo lungo ed ultimo commento, ma tanto dovevo ai compagni di questo post che saluto a “pugno chiuso”.

  44. alberto scrive:

    Piccola aggiunta al mio ultimo post (è questo l’ultimo in realtà):

    io non ascrivo quanto ho precedentemente detto ad un generico massimalismo di facciata, ma bensì ad un sano realismo, in quanto tale cosciente!

  45. Roberto Villani scrive:

    sottoscrivo ogni tua parola!
    in questo momento il modello possibile è proprio il KKE
    Un partito comunista unito, autonomo, coerentemente marxista-leninista e in grado di incidere pesantemente!
    Spero vivamente che si creino le condizioni per avviare il processo costituente di un partito con quelle caratteristiche!

  46. Claudio Guardo scrive:

    E chi dovrebbe crearle le condizioni per avviare il processo costituente? La mia gatta? Il fatto è che ogni volta che si crea qualcosa i massimalisti e i “nonbastisti” (non basta questo, è sbagliato quello) insorgono. Continuiamo a scinderci invece di unirci, e pensiamo di fare la rivoluzione!L’unico dato di fatto di questo dibattito è che siamo avviati a sparire, e forse abbiamo l’ultima occasione di cambiare strada.

  47. mirco scrive:

    Secondo me…..il PARTITO esiste già, è trasversale a tutti, non ha simbolo ne nome, ma esiste perchè i leninisti esistono.
    Un giorno, forse non lontano, ci costituiremo in un’unica casa ! sarà un giorno MAGNIFICO !

  48. Roberto Villani scrive:

    Claudio, probabilmente la tua gatta ha grandi capacità dialettiche, ma in attesa di un suo contributo ti informo che ci sono molti compagni impegnati da tempo in un difficile tentativo di riaggregazione comunista attraverso la costruzione di un processo Costituente (progetto/appello “comunisti uniti” per la Costituente Comunista).
    Per quanto riguarda i “massimalismi” e i “non bastismi” di cui parli credo che non sia una prerogativa di chi aderisce al progetto, tant’è che ci rivolgiamo trasversalmente a tutti i comunisti ovunque collocati (nei partiti e fuori da essi), ma è chiaro che il percorso di aggregazione che ci interessa è rivolto a chi si riconosce nel Marxismo-Leninismo (i compagni di cui parla Mirco) e non a chi vuole una sinistra generica e socialdemocratica.
    Del resto sono convinto che, indipendentemente dall’appertenenza o dall’internità ad un partito o ad una corrente, tutti i comunisti che si definiscono tali vorrebbero evitare di ripetere l’esperienza fatta nei precedenti governi, con PRC/PDCI posti in una condizione di subalternità ai partiti moderati ed “obbligati” a votare leggi punitive per la classe di riferimento.

  49. mirco scrive:

    Il voler fare convivere forzatamente esperienze derivanti da diverse concezioni e/o aplicazioni del socialismo-comunismo, è stato il “tallone d’Achille” di Rifondazione Comunista.
    L’aspirazione alla costruzione di uno STATO, fa a pugni con la propensione alla costituzione di una SOCIETA’…
    I comunisti ed i libertari su questo si differenziano da sempre.
    La strada può essere parallela,e probabilmente difficile da percorrere fino in fondo, tuttavia per incamminarsi e necessario darsi una meta, e questa non è comune.
    Se non si vuole rinunciare al “domani” diventa difficile accordarsi oggi.
    Personalmente.. trovandola anacronistica supererei questa cosa, tuttavia quando in Rifonda per anni ho provato a farlo mi sono sentito marginalizzato, di conseguenza ho radicalizzato ancora di più il concetto che le mele devono stare con le mele e le pere con le pere…..

  50. Roberto Villani scrive:

    Da comunista un po’ vetero credo che la costruzione di uno stato socialista è un passaggio obbligato per la costruzione della società comunista…
    Lo stato è un nemico forte e subdolo quando è nelle mani dei padroni, ma può essere una cosa diversa se gestito dalla classe lavoratrice.
    Ovviamente l’approdo per ogni comunista è la società internazionalista, con conseguente abbattimento delle classi e degli stati strumento di oppressione.
    Ma stiamo parlando di obiettivi lontani, che probabilmente non vedremo mai, quindi adesso mi concentrerei su costruzione del partito, tattica e strategia, programma minimo…
    Vogliamo tutto, ma al tutto si arriva un passo per volta, sempre che i passi siano nella direzione giusta, che è direzione contraria ed antitetica a quella in cui cerca di andare il capitale…e chi lo serve (PD compreso)

  51. Simone scrive:

    Caro compagno Claudio, se i massimilisti insorgono forse è perchè i “comunisti realistici” hanno votato allineati con governi che non hanno abolito la legge 30, che hanno lasciato i soldati in Afgahnistan e che hanno approvato la riforma Fioroni (che ha gettato le basi per la Gelmini).
    Tuttavia potrei dirti che Vendola non è affatto un massimilista ma se le scissioni appena si tenta di costruire qualcosa le ha fatte e pure belle grosse

  52. spartacom scrive:

    il fatto è che i socialdemocratici alla vendola chiedono un’alleanza col pd e i comunisti della federazione… pure.I socialdemocratici alla vendola alzeranno le mani per votare le questioni di fiducia, poste da un eventuale governo di centrosinistra che taglierà le pensioni e lo stato sociale, e i comunisti della fed… pure. Insomma va benissimo dirsi comunisti ed anticapitalisti, ma nel momento delle decisioni si prendono le solite decisioni contro i propri elettori. Forse perchè sono in ballo alcune poltrone?

  53. spartacom scrive:

    nb:nel momento delle scelte si prendono le solite decisioni, contrarie ai propri elettori.Forse perchè ci sono in ballo alcune poltrone?

  54. Claudio Guardo scrive:

    L’appello per i comunisti uniti l’ho firmato anche io; poi, in attesa degli eventi, sono intervenuto al congresso costituente della Federazione della Sinistra del Trentino (e sono stato cooptato nel coordinamento provinciale). Al compagno Mirco dico: RC è già di per sé una federazione, con tante correnti che ci sono; tuttavia le mele si sono orientate verso le mele e le pere verso le pere (Vendola se ne è andato). Al compagno Roberto invece dico: sono un comunista molto vetero (precisamente vetero leninista). Ma non credo che il PD sia tutto da buttare, malgrado tutto. C’è pure, per esempio, Ignazio Marino che non mi sembra un servo del capitale (mentre lo sono D’alema e Veltroni). Non buttiamo l’acqua sporca con tutto il bambino; e, del resto, cerco di fare qualcosa prima di sparire gratis. Infine, ribadisco che la subalternità o meno dipende dalla forza contrattuale che si ha, e al momento non ne abbiamo: nel mio piccolo, sto cercando dal 1967 (quando avevo sedici anni) di contare qualcosa.

  55. mirco scrive:

    Compagno Claudio…Rifonda continua ad essere quella di prima, solo con un pezzo in meno, i grassiani fanno la guerra a Ferrero ed ai suoi, mentre Bellotti &C. ammiccano a Turigliatto insieme aI MASSIMALISTI DELL’ EX 3°documento, l’Ernesto sembra che sia in uscita (veder per credere…) e un certo numero di “trasversali” bisticciano con tutti……
    Andare a costituire un partito Comunista, per di più leninista con questa arlecchinata mica è facile.
    Se a questo aggiungiamo le varie realtà, da Lotta Comunista al PCmL, passando per il PCdL…..mi scusino coloro che non ho menzionato….ed impeperiamo con tutti sti rivoluzionari che ” danno la linea ” sui Blog o nei Forum stiamo freschi…
    In quanto ai “compagni” nel PD….se non l’hanno ancora capita come butta da loro…o ci fanno o ci sono.

    Muoversi, per un dirigente comunista-leninista come Oliviero è molto difficile oggi, i siluri dei “sapientoni” arrivano da tutte le parti, possiamo solo sperare che le condizioni socio-politiche si determinino velocemente, prima che questa cricca parlamentare si mangi tutto il piatto.
    Confido che quando sarà ora la strada la si troverà !

  56. Roberto Villani scrive:

    Mirco parli del PD in termini esatti. Nonostante come dice il compagno Claudio ci siano alcuni soggetti meno peggio di altri (e comunque non comunisti) la situazione butta in direzione di assoluta subalternità ai poteri forti e al capitale.
    Per questo mi stupisce la tua condivisione della linea di Diliberto, che non fa altro che auspicare accordi di governo col PD che giustamente critichi.

  57. mirco scrive:

    Vedi Roberto….dopo Cossutta,Grassi &C. ho smesso di credere negli uomini…mi affido al mio modestissimo intuito ed all’analisi materialistico-storica che, fin dai tempi del “compromesso storico” non mi ha mai deluso.
    In questo momento,ritengo le PAROLE di Diliberto utili al processo epocale in atto, non mi importa del suo passato…non mi importa se abbia votato o no guerre o missioni, se volessi un icona andrei in chiesa, e non mi importa neanche il suo futuro.
    In pratica non aspetto la “linea” io me la costruisco, come dovrebbe essere in grado di fale ogni marxista-leninista.
    Penso che questa fase di sbandamento generale sia transitoria davanti ad una crisi che la gente comune non sa identificare e qualificare.
    Peso che il tempo lavori per darci una nuova occasione,però ci vuole tempo,la crisi precipiterà in europa e noi dobbiamo essere pronti con un partito di quadri preparati a dare risposte.
    Il rapporto con il PD. non è strategico, ma solo tattico ed in QUESTO momento necessario, allo scopo di non permettere una radicalizzazione della reazione negli apparati pubblici, e di non consentire che nell’immediato il peso della crisi schiacci i ceti più marginali.
    Appoggio quindi Diliberto, non per quello che è o non è, fin tanto che rimane utile ad un processo rivoluzionario che si profila.

  58. alberto scrive:

    Caro Mirco,
    fai bene a non credere negli uomini ma nelle idee che devono avere, nel nostro caso , supporto in un coerente partito comunista che ne sia la necessaria organizzazione per poterle portare avanti.
    Ma alcuni uomini, al di là delle parole e idee che esprimono, possono, anche inconsapevolmente, remare contro e costituire una forza “uguale e contraria” a quella che ci auspichiamo, di fatto neutralizzando i nostri sforzi.
    Se è così, con queste persone i nostri auspici, non solo non verranno mai realizzati, ma forse canalizzati in ciò che non vogliamo: ad es. una socialdemocrazia utile alla borghesia (che è una “elite”, non dimentichiamolo) per perpetuare il dominio e lo sfruttamento della massa. Saranno solo utili a prolungare la nostra agonia di comunisti.

    Riguardo Diliberto ho due ulteriori dubbi, oltre a quelli che appaiono nel tuo post:

    Come mai Diliberto non si è impegnato nel tenere vivo l’appello “comunisti uniti 1.0″ ed agevolarne una sua evoluzione?
    Insieme a l’area Ernesto, appena hanno visto che tale lista voleva autorganizzzarsi, l’hanno improvvisamente “dimenticata”, dando solamente l’appoggio al manifesto 1.0 e provocando così altre micro-divisioni (anche il Brigante che ci ospita ha firmato la 1.0 e non la 2.0, allineandosi di fatto al partito). La versione 2.0 di C.U. non è assolutamente incompatibile con l’appartenenza ai singoli partiti.

    Come mai Diliberto, dopo l’allontanamento di Marco Rizzo (indipendentemente dalla accuse mosse a questo), non ha mai risposto pubblicamente alle richieste che Rizzo stesso gli rivolgeva, in merito ai pubblici incontri avuti con Elia Valori (soggetto legato alla P2 e ad altro), uno tra i quali avvenuto, se non ho letto male, per la presentazione di un libro. Certo si tratta di incontri “culturali” (presentazioni di libri, etc..) che non dimostrano assolutamente che Diliberto è massone; ma io non voglio che a capo di un partito comunista ci sia una persona che incontra ufficialmente un soggetto come Elia Valori a qualunque titolo, come non tollero Matteo Renzi che va a casa di Berlusconi (deve andare a Palazzo Chigi e in veste ufficiale). Questo non non deve accadere neanche per parlare di libri e invece, non solo è accaduto, ma io non ho sentito da parte sua giustificazioni e delle prese di distanza ufficiali, lo doveva ai suoi militanti e a chi lo ha votato.
    Un comunista può anche esser figlio di un massone (il padre non te lo scegli e lo puoi isolare dalla tua vita) ma secondo me non può e non deve, non solo non essere massone, ma nemmeno incontrare certi personaggi (anche se in veste professionale); se lo vuole fare, liberissimo, a mio parere dovrebbe lasciare la direzione del partito ai comunisti (che sono visceralmente antimassoni, in quanto non si può servire insieme borghesia e proletariato) e tornare a fare tranquillamente la sua professione e/o coltivare le sue passioni. Parimenti un comunista non può essere un imprenditore d’azienda, ma nemmeno condividere con questi interessi che nuocciono al proletariato, o incontrarli ad insaputa del proletariato rappresentato.
    Ci vuole anche un certo rigore formale e trasparenza da un comunista, soprattutto se dirigente; da questo pretendo il massimo del rigore e anche delle rinunce personali; ci sono certe cose che un comunista non deve fare, anche se non espressamente vietate da codici o statuti vari.

    Guardate cosa si trova in rete (insieme a molti altri link):

    http://www.librisco.it/fotoaltri2006app01.html

    Sia chiaro che non faccio alcuna accusa e nessun processo alle intenzioni, osservo ed esprimo opinioni personali; sono un comunista totalmente indipendente (sia dal PDCI che da Sinistra Popolare di Marco Rizzo che dagli altri); ma profondamente deluso da alcuni comportamenti che noto.

    Siamo sicuri che questo Diliberto sia realmente utile al processo di riunificazione comunista? Ovviamente ritengo che siano utilissimi ed indispensabili i tantissimi compagni che militano nel PDCI (ma anche di R.C., Sinistra Critica, Popolare, Rete dei Comunisti, etc.), purché comunisti. Tra questi ci saranno sicuramente altri validi dirigenti.
    Scusate ancora per questo lungo commento ma volevo esprimervi una motivazione in più perché la ricostruzione del partito comunista riparta dal basso, ossia da noi, da TUTTI NOI.

  59. mirco scrive:

    Si Alberto…..il secondo appello (di cui sono stato promotore nelle prime 100 firme)è nato dopo la costituzione di Marx 21, come risposta organizzativa ad una iniziativa che parecchi di noi ritenevano insufficente.

    Diliberto non potè allora sbilanciarsi a favore per non entrare in contrasto con Giannini e l’Ernesto.
    La motivazione, come vedi c’è…ulteriori tensioni in un processo di avvicinamento dovevano essere contenute.
    Dal suo punto di vista e di responsabilità, probabilmente agì bene, perchè non entrò in una “bega interna” altrui…

    Per quanto riguarda la massoneria….
    Io considero Garibaldi un grande socialista (fu massone)
    considero i comunisti spagnoli grandi comunisti (fecero fronte contro Franco con i massoni)
    Potrei citare parecchie situazioni dove la nostra storia incontra quella massonica….
    E, senza paura ti direi anche qualcosa di me.

    Un dirigente politico, ha anche il dovere di “sporcarsi le mani” a volte (presupponendo realtà e/o fantasia)

    Tuttavia, se leggi bene il mio post qui sopra,vedrai che non ho sposato Diliberto, ma credo si ami ambedue la stessa donna, e dato che non sono geloso di lei e dei suoi tanti amanti, fin tanto che la vedrò sorridere non posso che considerarlo un compagno di strada.

  60. Roberto Villani scrive:

    Mirco, il rapporto con i partiti borghesi sarebbe stato tattico se non avesse “costretto” i comunisti a votare contro la sua classe di riferimento.
    La tattica è lo strumento per orientarsi nelle battaglie intermedie al fine di avanzare verso l’obiettivo strategico, giusto?
    Ma che tipo di avanzata ha comportato l’appoggio alle missioni in Afghanistan, il mancato contrasto alla precarizzazione del lavoro, i finanziamenti anticostituzionali alle scuole private, la legge sulle pensioni, le finanziarie capestro ecc. ecc?
    Credo che quella che doveva essere una fase per un avanzamento seppur minimo, si è rivelata un boomerang che ha fatto perdere tanta credibilità ai partiti comunisti ed alla stessa opzione comunista (a tutto vantaggio di PD/IDV/Vendola).
    Anch’io credo nell’importanza dell’analisi materialistico-storica e cerco, con tutti i miei limiti, di immaginare una linea senza farmela dare. Ma proprio per questo credo sia importante far tesoro degli errori del passato, traendone il dovuto insegnamento.

    P.S. a mio parere Diliberto non ha aderito a CU2 perché ad una ricostruzione dal basso (pericolosa perché da lui poco controllabile) aveva preferito una fusione dall’alto, quella fatta tra le segreterie di PRC-PDCI + consumatori e socialismo2000 prima delle europee.
    Spero di sbagliarmi, ma ho da tempo la netta impressione che Diliberto sia interessato primariamente alla sopravvivenza dell’apparato ed alla sua stessa sopravvivenza politica e solo secondariamente al rilancio del comunismo. Forse non siete innamorati proprio della stessa donna

  61. mirco scrive:

    Sulla questione degli errori del passato…non ci piove, già l’ho detto, allora militavo in R.C.ed ero uno dei “palettari”
    GRANDE errore, forse anche un pò voluto….
    Oggi…ben ci si guarda da PARTECIPARE, e su questo la base deve vigilare imponendo un accordo esterno condizionato al programma.

    Per quanto riguarda la “ricostruzione dal basso”…è utopica e demagogica, e non mi ha trovato in accordo fin da quando è stata proposta da parte degli estensori.
    Ma davvero qualcuno sano di mente pensa di azzerare completamente i quadri dirigenti ???
    Per sostituirli con chi???
    In un paese che fa “politica” con i media, proponiamo un pinco pallo che non conosce nessuno…anzi una serie di pinco palli….
    Senza una “storicità” nessuno ti segue, neanche i militanti (ed infatti il secondo appello è fermo)
    Poi mi chiedi perchè Diliberto non lo ha appoggiato…
    L’ “apparato” del PdCI è sostanzialmente sano, a parte qualche personaggio curioso con cui si farà i conti al congresso, logico che Oliviero lo difenda.

  62. Claudio Guardo scrive:

    C’è un punto degli interventi di Mirco che mi sembra importantissimo. Dice: “Se volessi un’icona, andrei in Chiesa”. In effetti, il difetto del vecchio PCI criticato da gruppi e movimenti degli anni 70, è stato il suo essre Partito-Chiesa (entrambi con la maiuscola). Stiamo attenti a non ripetere lo stesso dogmatismo, siamo abbastanza maturi da avere un’opinione e abbastanza intelligenti da cambiarla (per esempio nei rapporti tra strategia e tattica). Personalmente attribuisco a Oliviero diversi meriti:
    1)E’ stato l’unico leader della sinistra a dire esplicitamente “Berlusconi fa schifo”.
    2) Ha tenuto salda la barra del timone del partito dopo il naufragio della sinistra arcobaleno (e sono stati giorni terribili).
    3) Ha detto che attraversiamo una crisi di sistema, da cui si può uscire solo cambiando il sistema.
    Infine, non va dimenticato il ruolo del partito come “intellettuale organico” nei confronti delle masse, individuato dfa Gramsci: ovvero, come dice esattamente Mirco, non si può proporre come dirigenti una serie di pinco palli che nessuno conosce.

  63. alberto scrive:

    Caro Mirco,
    rispondo alle tue osservazioni sulla massoneria in generale, per il resto sottoscrivo pienamente quanto dice Roberto Villani.
    Sappiamo che la borghesia sinora è stata l’unica classe sociale ad avere attuato una rivoluzione e. tra i suoi strumenti, ha avuto, e continua ad avere, la massoneria.
    Il rapporto pienamente organico tra massoneria e borghesia penso non sia contestabile (alla massoneria non si iscrivono certamente in massa gli operai).
    L’alleanza tra massoneria e partiti comunisti è stata, nel tempo, tattica e funzionale al periodo storico; in tal modo, sin dai tempi della rivoluzione francese, abbiamo aiutato la borghesia a crescere e ad affermarsi. Sino al punto di consentirle la creazione dei moderni stati/nazione (imperialisti diciamo noi comunisti); Garibaldi è stato uno di quei socialisti che la borghesia, mediante la massoneria, ha utilizzato ai propri scopi, Marx stesso lo considerava un opportunista.
    Ora non abbiamo più l’aristocrazia e forme dittatoriali da abbattere e come nemico in comune con l’aristocrazia, perché dovremmo dunque allearci nuovamente con il solo nostro nemico rimasto (leggi borghesia tramite la massoneria)?
    Ogni volta che l’abbiamo fatto, alla fine è stata la classe dominante ad avvantaggiarsene nettamente: dalla rivoluzione francese in poi è stato così!
    Anche l’attuale contesto storico è caratterizzato dallo stato borghese, in quanto tale oppressore della classe sruttata e oramai ampiamente sotto controllo massonico. La massoneria è stata utilizzata, lungo tutto il secondo dopoguerra, in funzione anticomunista: ad es. la loggia P (propaganda) nelle varie forme P1, P2, P3… è sempre esistita e non costituiva una deviazione come dicono loro, bensì un elemento strutturale (sin dalla fine dell’800) e coperto anche agli occhi di quei massoni che sono solo “idealisti” o poco rilevanti al vero fine.
    Basta credere agli ideali massonici scritti sulla loro carta e ammantati di una “forma religiosa” (il “grande architetto dell’universo” cona libertà ed ugualianza annesse, oppio anche di quei borghesi che si fanno ancora degli scrupoli di coscienza), sfrutteranno la massoneria per infiltrarci e distruggerci, concedendoci al massimo una forma di “socialismo borghese”, utile solamente al perpetuarsi dell’attuale schiavismo.
    Voglio esser chiaro e per me questo è un paletto invalicabile (come dovrebbe esserlo per tutti i veri comunisti): se vogliamo ricostruire il partito comunista la massoneria deve restare assolutamente fuori e considerata un avversario, senza se e senza ma, non limitandosi a solo scriverlo nello statuto; i dirigenti non devono sporcarsi le mani in alcun modo e per nessun fine (proprio perché non mi fido dei singoli uomini).
    Non mi sembra che Lenin e Marx amassero i massoni, anzi….

  64. mirco scrive:

    Caro Alberto…ci sono aspetti della massoneria (quella universale) con cui si può dialogare, senza addentrarmi troppo ritengo tangente e non secante l’eventuale confronto.
    Per il resto non posso e non intendo darti torto, quello che fu un pensiero illuminante nell’ottocento in certe latitudini e contesti, è oggi nemico della costruzione che si prefigge.
    Tuttavia, tacciare di connivenza chiunque di noi per aver partecipato ad incontri o altro con chiunque di loro, mi sembra eccessivo.
    Questo a riguardo di Diliberto.
    Non concordo con chi fa regolarmente le pulci ipotizzando una purezza rivoluzionaria al di sopra di tutto.
    O questa persona è un provocatore in malafede, oppure non ha mai imparato cosa vuol dire essere un dirigente politico comunista, accontentandosi di rimanere un capopopolo demagogo che si è fermato alle elementari del pensiero tattico, in funzione strategica.

  65. Roberto Villani scrive:

    Mirco, se ti riferisci a me non sono assolutamente un capopopolo (non ho le qualità per essere ne capo ne tanto meno aspirante dirigente), ma sono invece sicuro di essere un compagno in buona fede, la stessa buona fede che mi piacerebbe avessero i miei dirigenti.
    Credo che nel futuro partito bisognerà fare una riflessione attenta sulle storture del leaderismo, sulla necessità di una rotazione delle cariche dirigenziali, sugli stipendi dei compagni che accedono alle “poltrone” (una delle poche cose sensate dette da Rizzo è che non dovrebbero prendere più di 2000 euro, con tanto di contratto firmato dal notaio, e su questo concordo in pieno).
    Sulla ricostruzione”dal basso” devo fare un chiarimento. Da comunista credo ovviamente nell’assoluta necessità dell’apparato, dei quadri, dei dirigenti. Ma credo anche che la Costituente Comunista sia cosa diversa da un accordo di segreterie. Occorre partecipazione e coinvolgimento di militanti anche in funzione di un “controllo dal basso” di quanto i dirigenti fanno.
    Perciò, contrariamente a quanto avvenuto nella costruzione dell’FdS, un processo di ricostruzione comunista dovrebbe dare la possibilità a tutti i militanti di partecipare, di proporre, di emendare, di controllare democraticamente il processo in ogni sua fase, secondo il principio del centralismo democratico (una testa, un voto).
    Ci sono molte cose di Diliberto che non mi piacciono (Alberto ne ha elencate alcune, ma aggiungerei a quelle l’appoggio costante ed incondizionato ai partiti borghesi), ma sarei assolutamente felice se ci fosse una sua adesione a CU2 ed un ripensamento sui rapporti dei comunisti col PD (su questo secondo punto l’atteggiamento di Ferrero mi sembra certamente più condivisibile, anche se io ho molti dubbi pure su un eventuale appoggio esterno).
    Ovviamente, se da domani il PD cambiasse atteggiamento e diventasse, non dico comunista, ma almeno socialdemocratico, un accordo specifico su alcuni, ben definiti, punti programmatici si potrebbe fare (sempre in funzione del raggiungimento di obiettivi strategici).
    Ma mi sembra che la situazione sia lontana anni luce da quella descritta perché il PD è chiaramente vicino ai poteri forti ed alcune timide dichiarazioni “di sinistra” le fanno solo “paraculescamente” nei periodi pre-elettorali (compreso quello attuale).

  66. alberto scrive:

    Mirco, se hai letto bene i miei post non ho parlato di connivenza che è cosa ben diversa, non mi permetto mai di farlo in mancanza di prove.
    A parer mio non va combattuta solo la connivenza (sulla quale tu convieni con me), ma anche il poco “rigore”, altrimenti un semplice militante perché dovrebbe fidarsi? Parliamo di un partito comunista, non di una semplice struttura gerarchica di comando borghese dove l’organizzazione è interamente calata dall’alto!
    Se non vado errato nei soviet il turnover e la verifica dei dirigenti delegati era molto frequente, questa credo sia democrazia.
    Io non lo so direttamente, ma mi risulta non siano poche le infiltrazioni nei partiti di massa allo scopo di deviarle dal naturale corso, mi sembra si storica quella del PSDI. E questo modo di “divide et impera” della borghesia va evitato!
    Questo riguardo la precisazione, del mio precedente post, sulla massoneria.
    Per il resto del post non so se ti rivolgi direttamente a me, io non ho mai militato in un partito comunista ad es.; quello che mi auguro è che rinasca nuovamente dal basso con una vera democrazia (centralismo democratico) superando ogni categoria pregressa.
    Posso augurarmelo senza che “dall’alto” mi venga detto che questo modo di “sognare” è sbagliato, demagogico o altro?
    Altrettanto libero sono di credere che una dirigenza che sta tentando da c.a. 20 invano la strada della “rifondazione comunista”, in realtà persegua la strada della “rifondazione socialdemocratica”.
    Sai quanti semplici comunisti la pensano come me? Forse più di quanto tu credi e forse, quando matureranno i tempi, saranno questi a dar vita al partito comunista che serve.
    Senza alcuna polemica, ti saluto da comunista.

  67. mirco scrive:

    Roberto e Alberto…..NON mi riferisco assolutamente a voi, e come potrei, mica conosco i vostri trascorsi e le vostre spettative….
    Prendo solo spunti per sviluppare il discorso.
    Infatti, la costituente DEVE nascere dal basso, come esigenza collettiva, i futuri dirigenti dovranno ubbidire a regole stabilite dal partito certo, le decideremo insieme, facendo pulizzia però di preconcetti e sospetti individuali.
    Con basi solide, sarà impossibile per chiunque “sgarrare” e quindi il problema Diliberto,Rizzo,Grassi…. non esisterà più.
    Un buon comunista accetta il controllo del partito, anzi lo esige come supporto politico.
    Il verticismo e l’individualismo intellettuale sono stati una mina vagante che alla fine ha affondato la rifondazione.
    Penso che questo concetto sia maturato abbastanza nelle menti di tutti noi da essere oramai acquisito senza problemi anche da quanti (forse) ne hanno abusato.
    Il nuovo partito non può nascere con capi-bastone o correnti interne.
    Non mi preoccupo quindi di chi sarà/saranno a “dirigere” ben venga l’esperienza dei “vecchi” ben venga l’entusiasmo dei “giovani”
    Questo aspetto (insieme ad altri) verrà sottoposto certamente al congresso del mio partito,come in una possibile futura costituente.
    Statene certi.

  68. alberto scrive:

    Pollice su a questo tuo ultimo post.
    Nemmeno io, che NON sono giovane d’età ma entusiasta si, vorrei fare a meno dell’esperienza dei “vecchi” Comunisti (C maiuscola non casuale).
    Lavoreremo perché si arrivi alla costituente.

  69. Roberto Villani scrive:

    Alla fine tra compagni in buona fede l’intesa si trova.
    Potere della dialettica

    La “diaspora” esterna ovviamente cercherà di vigilare sulle scelte che verranno fatte, ma credo che i compagni onesti interni a PRC e PDCI (fondamentali in questa fase) debbano chiedere ogni giorno ai dirigenti di riferimento di non ripetere gli errori del passato andando al governo con i partiti borghesi e di lavorare per la costruzione di un percorso (ri)Costituente.

    a pugno chiuso

  70. Davide scrive:

    Credo che i compagni che parlano di turn-over e di ricambio dopo due legislature lo facciano solo perchè non li piacciono gli attuali dirigenti, non perchè sia un principio assoluto. Di fronte a un Pajetta, a un Longo, a un Berlinguer credo che la cosa non li verrebbe neanche in mente. Indi, credo sia un principio sbagliato.
    Sul giudizio negativo, poi, credo che pesino molto le diatribe interne (passate e presenti) ai nostri partiti. Di ogni dirigente, nazionale o locale che sia, se ne dicono di tutti i colori. Anche i “gloriosi”, i “diversi” partiti comunisti sono diventati luoghi non di politica, ma di chiacchiere e pettegolezzi. E qualunque aspirante capetto ha attribuito ai nemici di turno accuse di opportunismo, potronismo, eccetera: caratteristiche che appartengono prima di tutto all’aspirante capetto stesso.
    I partiti però non hanno saputo affrontare nella giusta maniera la situazione, ma anzi hanno esaurito tutte le loro energie nelle lotte interne. Si è chiuso ogni margine di discussione perchè chi prendeva una posizione anche simile a quella degli oppositori interni veniva classificato come tale, chi prendeva una posizione simile a quella dei dirigenti come leccaculo. Risultato: su molte, moltissime questioni siamo privi di una linea politica.
    Se ci fossimo comportati come dovrebbero comportarsi dei comunisti, se avessimo isolato e poi cacciato gli opportunisti di turno saremmo, credo, ancora una grande forza nazionale.
    Credo che possiamo ancora aspirare a cambiare il mondo da comunisti, che il nostro ruolo non si sia esaurito. Sarà un duro lavoro riconquistare la credibilità, l’autorevolezza che serve per mettersi alla testa delle masse, ma non sarebbe da comunisti non provarci.
    Proviamoci ora a lavorare senza curarci delle diatribe, delle chiacchiare da donnicciole che ci sono spesso nelle nostre sedi. Proviamo a sviluppare delle discussioni che prescindano dai dirigenti di turno e dalle nostre simpatie o antipatie personali. Guardiamo alle persone che sono fuori dalle nostre sedi, non a quelle che sono dentro. Se non ci riusciremo non riusciremo mai a costruire un vero Partito Comunista, non riusciremo a trovare le soluzioni ai problemi dell’Italia.

  71. Roberto Villani scrive:

    Davide, non credo che il problema della rotazione delle cariche sia ascrivibile solo all’antipatia per qualche dirigente. Casomai ad un certo tipo di leaderismo sbagliato, che trasforma ogni situazione dialettica in una battaglia pro-contro il leader stesso.
    Ovviamente se ci fossero Lenin o Gramsci me li terrei il più a lungo possibile, ma mi sembra che i dirigenti di oggi abbiano (in generale) caratteristiche tali per cui una forma di rotazione delle cariche potrebbe essere utile.
    Sul guardare “anche fuori dal proprio partito” per arrivare alla creazione di un vero percorso per la Costituente comunista sono assolutamente d’accordo. Il progetto comunisti Uniti nasce proprio in questo modo e chi partecipa può essere interno ai diversi partiti comunisti o esterno (come il sottoscritto).
    Per la riunificazione ci vogliono trasversalità, occasioni di confronto, progettualità e magari… un po’ di culo (nella doppia accezione di impegno e fortuna).
    Io spero tanto di vederlo nascere prima o poi questo vero, unito, coerente ed autonomo partito comunista!

  72. Lorenzo Pugliese scrive:

    Caro Brigante, condivido la tua piccola analisi sullo stato dell’arte. Naturalmente non condivido tutti coloro che continuano sin dal primo intervento, a sparare sulla croce rossa ! Allora ti racconto così leggono tutti, la mia esperienza a Colleferro( Roma ) . Quando ci fù la Bolognina, io insieme a 4 compagni seguimmo il percorso di Rif.Com ed aprimmo la prima sezione a nostre spese intitolandola al CHE . Tempo 5 mesi la Fed. dei Castelli inviò un ” commissario del Popolo ” che accusò me e i miei compagni di sezione di seguire una linea ” Togliattiana ” non gradita dal compagno KIM-IL Bertinotti ! Risultato mi vidi piombare a chiedere la tessera 10 ” cannucciari del paese ” che democraticamente tesserai…nel giro di altri 30 giorni….fui ” sfiduciato da una assemblea di 11 a 8 e rassegnai le dimissioni da ” coordinatore ” dato che il 1° Congresso non eravamo ancora riusciti a convocarlo …quindi non vi era un Segretario in carica.
    Tempo 4 mesi la sezione di Rif. Com di colleferro era già chiusa. Leggermente amareggiato mi ritirai ( avevo già compiuto all’epoca 43 anni ) a vita privata. Nato dalla scissione il PDCI , con i soliti ” valorosi ” 6 gatti costituimmo la Sez. Elio Vittorini che da allora …con sede e senza sede ( visto le grandi risorse che siamo in grado economicamente di esprimere…) è ancora oggi in essere e tramite il poderoso supporto di una BACHECA COMUNALE assegnataci…trasmettiamo il ” verbo ” al popolo di Colleferro ! Bene….in tutti questi anni…” i cannucciari ” evolutisi nel frattempo in ” Turigliattiani ” ” Sfascia carrozze ” ” militanti Comunisti-uniti ” ( a cui tra l’altro inizialmente a titolo personale aderii come appello iniziale unitario anche io ) ed ora sostenitori dulcis in fundo del movimento 4 o 5 stelle ( ? ) Beppe Grillo ,,si apprestano a sfasciare la carrozza in vista delle nostre imminenti Amministrative di paese. Ora quale è il significato ” catartico ” di questa TRAGICOMMEDIA ” Localistica…..che assomiglia tanto alla TRAGICOMMEDIA Nazionale ! Siamo tanti che ci richiamiamo al ” Comunismo ” ……ma pochissimi hanno gli strumenti culturali per comprendere cosa esso possa o voglia rappresentare nel Paese BERLUSCONIZZATO in cui oramai da 20 anni viviamo . Quindi …attacchi a Diliberto ! ??? Ma perchè non ci diamo alla lettura del Buon Dante come fà spesso il Buon Benigni e scriviamo o gridiamo a voce alta ” NON TI CURAR DI LORO..MA GUARDA E PASSA !!!!!!!Lorenzo Pugliese Colleferro ( Rm )

  73. Roberto Villani scrive:

    compagno Lorenzo, a mio parere quelli che hai definito attacchi a Diliberto, sono più che altro un attacco alla politica delle alleanze di cui l’attuale portavoce della FdS in un modo o nell’altro si è fatto promotore.

    Sono d’accordo su ciò che hai detto riguardo a Bertinotti ed anch’io sono convinto che la “decomunistizzazione” del partito da lui portata avanti (e di cui oggi Vendola è il principale successore) sia stato il più grosso e caratterizzante errore di tutto il percorso politico di Rifondazione.

    Ma questo non elimina il fatto che sia assolutamente importante rivedere la tattica delle alleanze con i partiti borghesi, che è l’altra importante causa della perdita di credibilità dei comunisti rispetto alla classe di riferimento.

    Diliberto ha spesso parlato della riunificazione dei comunisti in un solo partito (tant’è che come hai accennato è stato uno dei promotori del 1° appello CU) e questo dato importante parla a suo favore.
    Ciò che credo debba essere rivisto sono le modalità della riunificazione (che a mio parere deve essere affrontato attraverso una vera Costituente che coinvolga realmente tutti i comunisti ovunque collocati e non solo le segreterie dei principali partiti) e l’aspetto dell’autonomia dei comunisti da PD/IDV/SeL.
    Credo che su questo si possa ragionare dialetticamente, uscendo dalla logica degli “attacchi personali” ma cercando di costruire insieme un polo anticapitalista ed un percorso possibile.

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