Chi Sono...

Mi chiamo Alessandro Belmonte e sono nato il giorno dopo la Festa dei Lavoratori nell'anno in cui un giovanissimo Beppe Bergomi (con baffone annesso) esordiva in un mondiale vincendolo. Sono orgogliosamente calabrese (di Rose, in provincia di Cosenza) anche se ormai da molto tempo vivo a Bologna. Le mie passioni sono: la politica, le nuove tecnologie e il ciclismo (da spettatore).

Cosa Faccio...

Sono un comunista a tempo indeterminato. Ho gestito per alcuni anni il sito "Il Brigante Rosso" che ora ho trasformato, per ragioni di tempo, in un Blog (spero vi piaccia). Sono iscritto al Partito dei Comunisti Italiani e coordino la Fgci (Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani) dell'Emilia Romagna. Prima di morire mi piacerebbe potermi iscrivere ad un unico Partito Comunista.

Rifondazione o Comunista?

Il 2011 è sicuramente un anno di grandi ricorrenze per i comunisti in Italia, infatti si festeggiano sia il novantesimo anno della nascita del Partito Comunista d’Italia sia il ventennale della fondazione del Partito della Rifondazione Comunista. Se sarà anche l’anno della ricostruzione di un Partito Comunista adeguato alla fase, molto dipenderà dai prossimi congressi del Pdci e del Prc e, quindi, da noi.

L’esigenza e la necessità dell’unità dei comunisti (a partire dalla riunificazione dei due partiti “maggiori”) è stata posta nel 2008, alcuni giorni dopo la disfatta della Sinistra Arcobaleno, da migliaia di compagne e compagni che hanno aderito all’appello Comunisti Uniti.

Tale proposta è stata subito assunta e rilanciata dal V° Congresso del Partito dei Comunisti Italiani mentre ha avuto una rilevanza minore nell’ormai famoso Congresso di Chianciano del Prc anche perché era in gioco la sopravvivenza stessa del partito.

Nel 2009, dopo che Vendola ed i bertinottiani convertiti al vendolismo lasciarono il Prc, i due partiti comunisti si sono presentati insieme alle Europee con una lista unitaria e, successivamente, hanno dato vita alla Federazione della Sinistra che, è inutile nasconderlo, ha rappresentato, almeno in quella fase, il punto di mediazione possibile tra la proposta di riunificazione dei due partiti avanzata dal Pdci ed il niet opposto dal gruppo dirigente del Prc.

Ricapitolando: nel 2009 la proposta dell’unità dei comunisti trovava il consenso del Pdci nella sua interezza e la contrarietà, sia pur con motivazioni e toni differenti, del Prc tranne i compagni della componente che si riunisce attorno alla rivista l’Ernesto.

Nel 2010, per fortuna, quella che Diliberto definisce una proposta di buon senso prima ancora che politica, inizia a convincere anche un pezzo importante e fondamentale del Prc, ovvero Essere Comunisti, a tal punto che il compagno Claudio Grassi per le prima volta, nell’ottobre scorso, in un’intervista su “Il Manifesto”, accenna alla questione dell’unità dei comunisti che porrà, in seguito, con la necessaria forza nel suo entusiasmante (a giudicare dalla reazione della platea) intervento durante il I° Congresso della Federazione della Sinistra.

Per cui, quella che all’inizio era una proposta minoritaria o addirittura impensabile (se si andasse indietro nel tempo a prima del 2008), sta via via conquistando sempre maggiore consenso, non solo nella base militante ed elettorale dei due partiti, ma anche nei rispettivi gruppi dirigenti. Ciò nonostante vi sono ancora notevoli resistenze principalmente da parte di alcuni settori del Prc che adducono svariate spiegazioni che vorrei provare brevemente ad analizzare.

L’unità dei comunisti si può fare ricomponendo la scissione del ’98. Tale tesi sarebbe valida se si fosse appunto nel 1998, siamo invece nel 2011 e, sia il Pdci che il Prc, hanno subito modificazioni profonde. Inoltre la maggioranza degli iscritti al Pdci nulla hanno a che fare con quella scissione e, in molti, mai hanno militato nel Prc quindi di quale ricomposizione stiamo parlando? Tra l’altro, un’ipotesi del genere, non solo sarebbe giustamente accolta con reticenza da una parte del Pdci ma avrebbe anche una scarsa capacità attrattiva verso quei comunisti che negli anni hanno militato in uno dei due partiti o in entrambi e che potrebbero essere riconquistati alla militanza attraverso un processo partecipato di ricostruzione del Partito Comunista del XXI° secolo.

Sono contro l’unità dei comunisti perché il Pdci, a differenza del Prc, è governista e organico al centrosinistra. Per smentire questa affermazione basterebbe andare con la mente all’ultima esperienza del secondo governo Prodi per rendersi conto che il Prc partecipò con un ministro, un viceministro e sette sottosegretari espressione del partito mentre il Pdci scelse di non far parte direttamente del governo con esponenti di partito ma di indicare dei tecnici quali il ministro Bianchi e due sottosegretari. Qualcuno potrebbe obiettare che questo fu una circostanza particolare ma, in questo caso, basterebbe consultare il sito del Ministero dell’Interno per scoprire che alle elezioni regionali del 2005 il Prc era alleato e organico al centrosinistra in tutte le regioni tranne la Toscana. Tra l’altro il Pdci ha fatto una seria autocritica rispetto, ad esempio, alla propria esperienza di governo, così come ricorda lo stesso Diliberto in una recente intervista a “l’Ernesto”.

Il Prc ha effettuato una serie di innovazioni teorico-culturali che lo rendono incompatibile con il Pdci. Tralasciando, in questa sede, la portata di tali innovazioni che comprendono, tra l’altro, l’abbandono della categoria dell’imperialismo, tale tesi non solo ci fornisce un’immagine stereotipata e non veritiera del Pdci (o chissà forse dei comunisti in genere) come luogo incapace di elaborazione politica ma appare anche del tutto pretestuosa se si considera l’eterogeneità delle posizioni all’interno del Prc.

L’unità tra Prc e Pdci non sarebbe l’unità tra tutti i comunisti. È vero, ma nello stesso tempo è vero, per una questione logica prima ancora che politica, che la divisione tra i due partiti “maggiori” di certo non aiuta ad unire, mentre, la loro riunificazione potrebbe favorire un reale processo di ricomposizione della diaspora comunista.

L’unità deve partire dal basso e non può invece essere calata dall’alto. A parte che, secondo la mia modesta opinione, la contrapposizione tra dirigenti e base non dovrebbe appartenere alla cultura comunista, tale tesi inoltre, non solo è offensiva nei confronti di quelle compagne e quei compagni che quotidianamente lavorano fianco a fianco nei territori anche nella speranza di ritrovarsi al più presto in un unico partito ma non corrisponde nemmeno alla realtà perché chi di solito è contro l’unità “calata” dall’alto poi raramente pratica quell’unità dal “basso” che tanto sostiene a livello teorico.

Bisogna salvare Rifondazione Comunista. Questo argomento è, dal mio punto di vista, quello più debole poiché la vera scelta che hanno di fronte le compagne ed i compagni del Prc è se salvare il nome Rifondazione Comunista oppure salvare e rilanciare il progetto della rifondazione e ricostruzione di una forza comunista all’altezza dell’attuale scontro di classe (per dirla con le parole del compagno Giannini) e, in questo caso, solo l’accumulazione di forze e militanza derivante dall’unità tra Prc e Pdci può consentirci di provare a mantenere aperta la questione comunista in Italia.

Questo è il quadro. Ad ognuno di noi la scelta.

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46 Commenti su “Rifondazione o Comunista?”

  1. onesto speziale scrive:

    Spiace, vedere cotanta avversione nei confronti di chi giustifica sul piano dell’elaborazione teorica una non riducibilità ad unum di chi si dichiara (più o meno consapevolmente e a ragione)”comunista”.
    In fondo per chi come te è stato anni dentro il PRC viene da chiedersi quale sia il pezzo che non ha capito della parola “rifondazione”.
    Forse eri troppo impegnato a seguire ragionamenti altri, ma hai perso di vista tutta una serie di sviluppi del “pensiero comunista” proprio nel senso di una maggiore apertura ad un mondo complesso, alla pluralità dei conflitti che è la traduzione della non esistenza dell’unico tema dei diritti sociali.
    Certo, il PDCI forse non è interessato a ragionare seriamente sulla rappresentanza di genere e il conflitto di genere; sull’ambiente; sulla contaminazione;ecc ecc ecc
    Forza, mettiamoci intorno ad un tavolo e parliamo di contenuti. su quello si fa l’unità non su strane alchimie.
    Il definirsi brigante è impegnativo, come definirsi comunista: mica si può usare uno spazio solo per dire ciò che non si ha il coraggio di dire in faccia o magari diffamare…
    Inizia a dire se sul nucleare siete per il no senza se e senza ma (vale a dire “il nucleare di terza o quarta generazione ci fa schifo uguale”); se bombardare il kossovo è stata una minchiata o no; ecc ecc ecc

  2. Il Brigante Rosso scrive:

    @onesto speziale. Immagino che la frase “…mica si può usare uno spazio solo per dire ciò che non si ha il coraggio di dire in faccia o magari diffamare…” sia riferita a te stesso visto che non è dato sapere la tua identità.

  3. Leonardi Vincenzo scrive:

    Io il mio nome lo metto e senza nessuna retorica, posso dirti che sono in accordo sul tuo discorso, solo per quanto riguarda, che l’unità dei comunisti dovrebbe partire da noi ( io e gli altri come me ) che siamo la base, ti sto scrivendo dal profondo sud sono più vicino a Tunisi che a te di Bologna, è qui è un tantino più difficile essere di Rifondazione o dei Comunisti, sia per l’emarginazione che subiamo che per l’assoluta mancanza di coordinamento politico, ma le analisi le sappiamo fare anche noi. Il Partito della Rifondazione Comunista, non è nato per fare un piacere alle forze di destra o centro-destra, ma perchè ci hanno rubato quel partito a cui con le nostre lotte avevamo portato a quel livello, quando ci siamo costituiti eravamo noi e voi un tutt’uno, come lo siamo ora, quindi il tuo commentare che non si può riunificare sotto un nome o sotto un’altro, non è per niente rilevante, se davvero pensi di poter avere un Partito Comunista Unico, lo possiamo chiamare ” La Bestia Rossa; Il Popolo Rosso o come vuoi “, quello che vi deve essere chiaro è che dobbiamo stare assieme, e quelle mele marcie che ci sono anche fra di noi, estirparle, e non parlo solo del rappresentante locale, ma parlo di quei parassiti che tengono alla poltrona di partito o di qualsiasi altra cosa che gli procuri un gettito, io il Comunista l’ho fatto sempre di tasca mia, è continuo a farlo. Voglio ricordarti un’editoriale su L’Unità a firma del mio omonimo nell’e-mail che parlando di tutte le correnti che c’erano nell’allora D.C. a nessuno di loro veniva nemmeno uno starnuto, noi che siamo proletari ed uniti (senza correnti) ad un piccolo spiffero prendiamo la polmonite e moriamo. Ci siamo rifondati per non morire, e quando voi vi sieti divisi da rifondazione, cosa c’è stato lo spiffero Cossutta-Cossutta.
    Un saluto con il alto il pugno chiuso.

  4. Il Brigante Rosso scrive:

    @Vincenzo. Concordo con te sul fatto che il compito principale spetta a noi.
    P.S. So bene come sia più difficile essere comunisti al sud poiché, anche se vivo a Bologna, sono calabrese.
    Saluti a pugno chiuso compagno.

  5. onesto speziale scrive:

    ovviamente rispondi non nel merito…

  6. Il Brigante Rosso scrive:

    @Onesto speziale. Io accolgo il tuo invito “Forza, mettiamoci intorno ad un tavolo e parliamo di contenuti”, quando vuoi ci diamo un appuntamento e parliamo di tutto quello che vuoi di persona. Ciao

  7. carlo amabile scrive:

    caro brigante, apprezzo il rtuo sforzo unitario, ma mio sembra che tu abbia tempo da perdere. Vero che uin caffè non si nega a nessuno, ma leggendo le contestazioni di “onesto speziale” mi sembra che ci soia poco da discutere. Se proprio vuoi prendere uin caffè meglio che èparli dell’Inter, più divertente sicuramente che voler ragionare con chi sguazza nel luogo comune e nelle chiusure aprioristiche

  8. Adelio scrive:

    Credo nella necessità della riunificazione di Prc e Pdci perchè serve un nucleo centrale, una massa critica, da cui partire per ricostruire un pensiero, una cultura autonome.
    Senza questo non è possibile elaborare un visione aggiornata dei problemi che la nostra società sta affrontando, sempre uguali ma diversi.
    Servono riviste, centri studi,servirebbe una fondazione, e quindi soldi, ma anche militanza e passione.
    E non servono rendite di posizione, preclusioni aprioristiche, e resistenze strumentali.

  9. Il Brigante Rosso scrive:

    @Adelio. Sottoscrivo persino le virgole.

  10. Nik scrive:

    Dico solo questo:
    I fondatori del PdCI provengono da PRC… quando PRC fu fondato, il suo scopo era illustrato in primo luogo dal nome: “rifondazione comunista”.
    Sta arrivando il momento di rifondare il Partito Comunista.

  11. mirco solero scrive:

    Guardate…la faccio breve…il passato insegna, 1921 il massimalismo-settarismo di Bordiga frena fino al Congresso di Lione la nascita di un VERO Partito Comunista.

    1991 la necessità-volontà di ricostruire un Partito Comunista di massa costringe due concezioni sociali a convivere in un unico contenitore, che implode più volte sulle sue contraddizioni interne.

    2011 esiste una prospettiva per i comunisti, data la crisi di sistema presente-futura, valendosi delle proprie esperienze vediamo di FARCI FURBI !

  12. carlo amabile scrive:

    … e gli spazi

  13. onesto speziale scrive:

    I tavoli ci sono e ci siamo già seduti insieme. Però lì come qui e in Facebook tu non parli di contenuti, dai dell’eviratrice alla donna femminista e dello strumentalizzatore agli uomini che fanno proprio il conflitto di genere.
    Sul nucleare e sul Kosovo non rispondi, forse perché le risposte paventate le abbiamo sentite già dare dal vostro ex commissario regionale Guerrini in pubbliche iniziative.
    Forza, parliamo di fatti concreti e non dell’unità sulla base di una definizione… ah, no, è vero, anche sui fatti concreti, alcuni di voi (solamente alcuni, per fortuna) hanno problemi

  14. mirco solero scrive:

    Vedi onesto…..c’è chi parte da un bandolo della matassa, chi da un altro….il “conflitto sociale” come la “contraddizione capitale-lavoro” per noi rimane dirimente, mentre per te (mi pare di capire) esistono priorità più contestuali.
    Questo ci riporta al discorsetto che ho espresso sopra.

  15. Il Brigante Rosso scrive:

    @Onesto speziale. Dai ogni tanto, per quanto mi è concesso dalle mie limitate capacità, ci provo a parlare di contenuti (qui, su Facebook, nella vita reale) e non ricordo di avere mai dato della eviratrice alla donna femminista (a proposito, non pensavo che le donne si potessero catalogare come dei prodotti) e dello strumentalizzatore agli uomini che fanno proprio il conflitto di genere.
    Poi qualche errore posso farlo anche io come quello di essermi seduto vicino a te anche se onestamente non ricordo di aver conosciuto alcun Paolo Franchini (il nome associato alla tua mail su Facebook) in vita mia.
    In ogni caso quando vuoi sono disponibile e aperto al confronto, se invece vuoi continuare ad offendere fai pure ma non avertene a male se non dovessi risponderti.
    Buona giornata.

  16. angelo piazza scrive:

    Caro Brigante,penso che dovremmo fare una anlisi un po’ piu’ profonda su cio’ che succede in Italia o nei paesi del Mediterraneo,ma ovviamente non puo’ essere una discussione su facebook o su di un blog,il luogo adatto.
    Ma una cosa vorrei sottolineare e cioe’ che tra le tante cose che i conflitti di questi ultimi mesi ci hanno detto una cosa in particolare e’ stata evidenziata e cioe’ le responsabilita’ della sinistra in questo periodo.
    I partiti di sinistra e le organizzazioni del movimento operaio ,almeno quelle rimaste,non solo sono colpite dalla crisi,ma sono responsabili della stessa crisi.
    Dico questo perche’ almeno nel nostro paese il prc e il pdci non possono sottrarsi alle loro responsabilita’.
    Penso allora che due disgrazie che si uniscono originano una tragedia.
    Meglio sciogliere i due partiti e ricostruire un nuovo soggetto,comunista,anticapitalista,ambientalistache affronti la questione di genere come prioritaria e soprattutto alternativo al centro destra ,ma questo mi pare scontato e al centro sinistra e questo mi pare invece meno scontato

  17. mirco solero scrive:

    Giusto….solo che ricostruire un nuovo soggetto che tenga dentro sensibilità e priorità diverse e che sia a 360°.
    Non è mica facile…..
    Nel 1991 ereditavamo diversi quadri dal PCI, altri si aggiunsero da DP, altri ancora da un area diffusa di sinistra.
    Oggi i vecchi dirigenti sono tutti (chi più chi meno) criticati e/o malvisti dalla base…..
    Dove troviamo il “fulcro” del nuovo partito, e con che prerogative lo costruiamo ?
    Per dirla tutta….da che bandolo si prende la matassa ?
    Ed intorno a quali paletti la avvolgiamo ?

  18. stojan spetič scrive:

    Parrà banale ricordare la domanda “se non ora, quando?”. La verità è che tra polemiche ed indecisioni stiamo evaporando e la borghesia, che stupida non è, gonfiando Vendola sta cercando la soluzione finale della questione comunista in Italia. Già la Federazione della sinistra è tardiva, l’unità dei comunisti invece lontana e vaga. Quando ci arriveremo sarà forse troppo tardi.
    Ma almeno continueremo ad insultarci su chi aveva bombardato il Kossovo (in realtà è stata bombardata la Serbia con Belgrado) e chi è rimasto al governo mentre si bombardava l’Afganistan giorno dopo giorno.
    E’ vero che dio acceca chi vuole perdere.

  19. carlo amabile scrive:

    Totalmente d’accordo con Stojan!

  20. Giampaolo Guiotto scrive:

    … anch’io sono sono d’accordo con Stojan.
    Ed anche con Mirco, al quale dico che il bandolo della matassa è Marx, chi lo avvolge è Lenin … intorno ai paletti di Gramsci! Non mi pare una brutta cosa … ce nè di studio e lavoro da fare per avere dei futuri dirigenti tra i ns giovani iscritti e/o simpatizzanti che rileggono con grande curiosità ed attualità queste tre figure che dovranno essere il ns punto di partenza per “il Partito Comunista”. Unico per tutti quei comunisti che almeno si ritengono tali e non guardano più di chi è stata la colpa, quando e per che cosa …
    Hasta!

  21. mirco solero scrive:

    Forse è già tardi….però vale tentare !
    MA SUBITO !!!!

  22. Massimo scrive:

    Totalmente d’accordo con Stojan. Come dicevano i latini, mentre a Roma si discute Sagunto è espugnata. Continuiamo a prenderci a calci ed i comunisti scompariranno definitivamente nel giro di pochi mesi.
    Ma si certo che nucleare e Serbia sono questioni serie. Forse oggi è però più importante ripartire dalle oggettive condizioni delle classi subalterne, ripartire dai conflitti. Is movimenti sono una gran cosa ma contengono nel loro steso nome il loro limite. Se non hanno un Partito che fa loro sponda, un Partito comunista, intendo, durano qualche mese e poi scompaiono. Abbiamo bisogno di un Partito Comunista unico, che sappia tornare ad essere quel che è stato per decenni: maestro e guida, , che sappia mettersi alla testa del movimento antagonista, che sappia dare una speranza ai milioni di persone che oggi si sentono perse e senza futuro.
    Poi innoviamo pure, va bene, ricerchiamo tutto quel che ci piace, ma non arrampichiamoci sugli specchi. Oggi c’è poco bisogno di chiacchiere. Sennò ricadiamo nel vendolismo e peggio ancora nel bertinottismo. Bertinotti, quello che voleva sempre indagare su fatti e fenomeni, e che a forza di indagare si è fumato un partito ed è dietro l’angolo per dare il colpo finale a tutto quel che ancora si muove.

  23. roberto villani scrive:

    Brigante molte delle considerazioni che fai sono più che interessanti.
    Ho aderito all’appello comunisti uniti perché credo fermamente che la riunificazione dei comunisti in un unico partito sia essenziale per poter affrontare la fase, certamente difficile ma ricca di opportunità per chi mette in discussione il sistema capitalista.

    Alcune delle “resistenze” da te analizzate e criticate, sono però anche le mie e credo che possa essere utile ragionarci brevemente.

    Il conflitto vertice-base è come giustamente scrivi estraneo al patrimonio dei comunisti, ma è certamente vero che l’esclusione della base da un processo fondamentale come quello della rinascita di un vero ed unico partito comunista non può essere tollerata dai molti compagni che hanno subito gli effetti delle tante scellerate scelte fatte dai nostri dirigenti.
    In questo senso credo che un progetto di Costituente Comunista, in cui i comunisti ovunque collocati siano chiamati a dare il loro contributo in modo democratico e partecipato, sia una soluzione decisamente migliore di un accordo delle segreterie di PRC-PDCI.
    Un percorso di questo tipo, dovrebbe essere aperto ad ogni formazione comunista (quindi non solo a PRC-PDCI) ed ai tanti compagni senza tessera (la maggioranza dei comunisti nel nostro paese).
    Le paure relative al governismo-opportunismo del PDCI (ma non solo) potrebbero infine essere eliminate assumendo come elemento sostanziale della ricostruzione l’AUTONOMIA dei comunisti dalle forze borghesi (ovvero il PD e i suoi cespugli).
    Autonomia indispensabile per evitare di rimanere nuovamente intrappolati in progetti politici che vanno contro gli interessi della nostra classe di riferimento e non appartengano al percorso per il superamento/rovesciamento del sistema.

  24. Massimo scrive:

    Sì Roberto concordo in pieno.
    In tantissimi comunisti, militanti, simpatizzanti, il sospetto di essere nuovamente presi in giro è grandissimo.
    Costituente Comunista è la strada giusta ma altrettanto giusto è liberarsi di tutti coloro, e sono tanti, che ci hanno condotti alla simile situazione.
    Non si può essere dirigenti buoni per tutte le stagioni, sposare una linea ed il suo contrario. E di questi dirigenti, dentro RC e PdCI, ce nono stati e ce ne sono a dozzine.
    Se non avverrà questo ricambio si tratterà delle solite alchimie di chi ama di più la sedia su cui è seduto che il partito di cui dice di voler fare il bene.

  25. mirco solero scrive:

    Bene Massimo….però, chi si sbarazza di chi ? con che prassi ? dove si prendono e come si scelgono i sostituti ?
    Queste e tante altre domande sorgono….
    Inoltre ricorda che dirigente non ci si improvvisa, ne davanti al partito ne davanti all’ elettorato, esiste una “storicità” per tutti noi, e le scelte sbagliate non le hanno fatte solo i vertici, le ha condivise la grande maggioranza della base.

    Personalmente non ho paura ( da Berlinguer in poi purtroppo non ne ho sbagliata una ) ma che facciamo…passiamo al setaccio le posizioni personali nei vari congressi ? poi ci diamo i punti….

    Ammesso e non concesso che sia un idea, come lo presenti il “nuovo” a chi non è del “mestiere”….cosa gli dici ” ecco il profeta…tirato fuori dal cilindro” ???

    Penso sia più profiquo pensare ad una gestione che rivaluti l’intellettuale collettivo demandando al “dirigente” il ruolo di apparire e di essere portavoce di uno sforzo più ampio di analisi.
    Non creiamoci dei nuovi “santoni” con la tentazione dei piccoli Lenin che “danno la linea”, con il rischio di ritrovarci punto e a capo.

  26. Massimo scrive:

    Mirko, ci conosciamo bene e ne abbiamo parlato ancora pochi giorni fa….Certo che se chi è dirigente non fa nulla per crearsi la successione, come invece si è sempre fatto, allora nulla funziona. Chi è dirigente spesso ha avuto quest’atteggiamento proprio per saalvaguardare la propria sedia. Spiace doverlo dire ma è così…

  27. mirco solero scrive:

    Bene….presupposta questa stupida saccenza, sono per non buttare anche il bambino…fino ad oggi (e questo è uno dei grandi problemi) ci si è affidati alla superiorità intellettuale ed all’onestà dei “capi” creando dei monarchi indiscussi ed indispensabili….vogliamo cambiare ottica ??
    E’ il partito, nei suoi organismi politici ( C.C. e via dicendo) che decide la linea, il segretario, gli eventuali parlamentari, i rappresentanti istituzionali, ne danno conseguenza nelle proprie responsabilità personali.
    Ribaltiamo la piramide !
    Troppo spesso il partito è stato messo sotto scacco e/o ricatto dai propri esponenti istituzionali, che in questo modo si sono creati i loro feudi di rendita.

    Tutti devono essere utili, ma non indispensabili e quindi sostituibili…creiamo gli strumenti per non essere a nostra volta strumentalizzati.

    Poi se a “mettere la faccia” è uno “vecchio” o “nuovo” ha poca importanza.

  28. luigi cariati scrive:

    quanti commenti…questo è il bello dei comunisti…la critica!!!
    BASTA PAROLE…RICOSTRUIAMO IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO…non dobbiamo salvare nessun partito…ma tornare a sognare aiutando il POPOLO!!!
    HASTA LA VICTORIA SIEMPRE…
    Cmq ank io sono a bologna all univ,ma sono calabrese della prov d catanzaro…
    beviamo un caffè ttt insieme…
    ciao AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA BANDIERA ROSSA TRIONFERà

  29. Massimo scrive:

    Mirko sottoscrivo in pieno. Ma ho ormai l’orticaria ogni volta che mi parlano di chi sai tu….E siccome io le battaglie contro quei dirigenti è da dieci anni che le faccio, con i risultati che hai visto (zero assoluto), permettimi che mi tenga in disparte con legittimo sospetto. Pronto a tornare quando SERIAMENTE si parlerà di ricostruzione del partito comunista.
    Buona notte a tutti.

  30. Vincenzo Leonardi scrive:

    Ciao Compagno Massimo, permettimi di dissentire dalla risposta che hai dato a Mirko, non si può pensare di riunificare i COMUNISTI stando fuori dalle mura, la tua mi sembra più un’indagine che un tentativo. La storia recente ci dice che se vogliamo ottenere o vincere qualcosa, dobbiamo noi essere dentro, e se c’è da fare critica o autocritica la dobbiamo fare nei luoghi giusti, e non su questi mezzi che ha volte non sai se stai parlando con me o con il fantasma di benito. Non mi sento neanche di avallare la tua idea di azzerare tutti gli esponenti politici, sono il primo ( sto ascoltando la storia siamo noi rai 3, parlano di noi ) a dire che bisogna cambiare, ma non ad azzerare, ci sono compagni come me e te che sono sinceri e proletari.
    Saluto a pugno chiuso

  31. Vincenzo Leonardi scrive:

    Scusami Compagno se non ho finito, il mio ragionamento, ma rivedere le immaggini che oggi ci portano a chiedere a voce alta la riunificazione dei COMUNISTI mi ha scosso e mi ha messo, UNA RABBIA RIVOLUZIONARIA. Non penso che dovremmo fare tanta manfrina, se vogliamo veramente avere un ruolo nella vita politica di questo nostro paese, utlizziamo questo sito e gli altri che ci sono per darci una coordinazione, e ridiamo la speranza a tutti quelli come noi che ci crediamo nell’ideale COMUNISTA.

  32. mirco solero scrive:

    Ciao Vincenzo….La speranza, e qualcosa di più te la do io.
    Come ho già avuto occasione di scrivere e dire, si è in un momento particolare…la crisi di sistema e contraddizione che il capitalismo vive,ci assicura un futuro di lotte sociali,da parecchi decenni non si verificava in Italia una condizione così favorevole, direi addirittura dal primo dopo-guerra.

    Il conseguente progressivo impoverimento, non più frenato da una opposizione politico-sindacale valida, crea un humus che diventerà con il tempo esplosivo.

    In questo contesto (vedrai a giorni sul Manifesto) una parte di CITTADINI si unisce alla necessità di ricostruzione del Partito Comunista con una lettera firmata che esprime il pensiero latente di un elettorato deluso.

    E’ anche prossima l’uscita da Rifondazione (non è più un segreto)della componente dell’ Ernesto, che, anche se non brilla nel numero esprime il meglio del “pensiero leninista nostrano”

    Questi 2 primi passi, uniti ai vari Blog, alle lettere di C.U.ed al serrato dibattito trasversale nelle varie realtà comunitarie esistenti, creeranno necessariamente le premesse di un TAVOLO COSTITUENTE, di cui penso il PdC sarà il fulcro.

    Vanno al naturale compimento i passi per una prospettiva, le componenti ci sono tutte.

    Situazione politico-economica favorevole…costituzione di un numeroso gruppo dirigente nuovo culturalmente e politicamente preparato….richiesta popolare di una nuova opposizione.

    ABBI FEDE ED OTTIMISMO.

  33. Vincenzo Leonardi scrive:

    Ciao Compagno Mirco, ti assicuro che la mia nostra speranza non passa mai, il fatto che in tanti come me hanno perso quei contatti politici, che ci tenevano informati delle azioni e delle iniziative prese dal movimento COMUNISTA, specialmente i COMPAGNI di periferia. A presto insieme sotto la BANDIERA ROSSA.

  34. Yuri Buccino scrive:

    Mi spingo oltre…
    L’unità tra Rifondazione e il Pdci, alquanto necessaria, sarebbe solo il primo passo poichè personalmente reputo opportuno recuperare anche il PCL ed i compagni di Sinistra Critica. Credo altresì che bisogna guardare al 90% delle cose che abbiamo in comune e non al 10% che ci divide, mettendo da parte i personalismi.
    Discorso a parte meritano i comunisti amanti del settarismo, quali Lotta Comunista e PMLI nonchè frange dei centri sociali, che a mio parere, sono controproducenti e dannosi. Specie quelli di LC, presenti spesso davanti le università, si comportano come una vera e propria setta alla Scientology. Avrebbero anche delle ragioni sulle teorie economiche del loro giornale, ma il loro astensionismo e i loro metodi sono proprio fuori dal tempo.

  35. mirco solero scrive:

    Yuri….quello di LC (di cui seguo le iniziative) è un movimento fuori dal tempo, una reminescenza bordighista il cui settarismo è già stato battuto a Lione.
    Tuttavia presenta alcuni elementi di analisi interessanti…
    In primo luogo la “facce” che incontri nelle loro liturgie sono “altre” rispetto a quelle che comunemente incontri nella vita politica, è un mondo parallelo con cui prima o poi si dovrà interloquire (e allora vedremo)

    Io li definisco “i TESTIMONI DI GEOVA ” della “rivoluzione” perchè come i primi studiano il CAPITALE i secondi studiano la BIBBIA, ed anche la loro attività si limita alla diffusione del VERBO.

    Interessante rimane la meticolosa analisi economica internazionale, che (presa con le pinze)offre spunti di riflessione.

    In quanto alla questione “recuperi” presupposto il tavolo di discussione costituente, sono anche io dell’idea di “aprire” dubito però sulla risposta…..
    Ferrando e Turigliatto rispondono ad un processo internazionale molto rigido e già costituito e probabilmente non saranno interessati ad un confronto con noi marxisti-leninisti.
    Ferrero… proviene da un pensiero 68ttino fondamentalmente anti-comunista, (e lo sta ribadendo proprio oggi su Liberazione) con cui non è facile costruire.

    Una cosa è certa…non saremo noi a dire NIET ! ma altrettanto non accetteremo paletti preconcettuali o cacce alle streghe.

  36. Massimo scrive:

    Caro Vincenzo. Consentimi di essere scettico sul fatto che ci siano dirigenti buoni per tutte le stagioni.
    Per il resto conosco bene l’argomento essendo uno dei fondatori, ai primi di febbraio 1991 di RC a Torino.
    Non avevo mai fatto parte di un partito sino a quel giorno, Pci compreso, eppure fui accettato allora (assieme a tantissimi altri compagni) come l’aria nuova che era necessaria ed irrinunciabile. Mi iscrissi a RC proprio per reazione alla scomparsa del Pci, di cui ero stato critico per decenni.

    Su Lotta Continua, o quelli che dicono oggi di essere di LC, penso che la storia si ripete sempre in farsa. Ma la prima volta non fu tragedia, come qualcuno oggi vuol far credere. Io sono abbastanza vecchio per averne fatto parte sin dal 1970. Credo che dividersi su quel che fu 40 anni fa sia inutile. E’ coi problemi reali di oggi che ci dobbiamo confrontare. E dentro RC prima e pdci poi ho sempre trovato dei compagni e dei fratelli a cui interessava poco le reciproche e pregresse esperienze politiche.
    Se poi vogliamo discutere sulla forma partito, su quel che è un partito ed i legami che sa tessere tra i suoi militanti, facciamolo. Sarebbe interessante.
    Sono felice di poter dialogare con voi, è di questo che abbiamo bisogno.

  37. Massimo scrive:

    Scusate davvero. Errore clamoroso. Quando ho letto LC ho , tradotto Lotta Continua, mai più pensavo che si trattasse di Lotta Comunista su cui concordo invece in pieno con l’analisi di Mirko. Errore però indotto, vorrete scusarmi ancora, dal fatto che pare esca di nuovo il quotidiano Lotta Continua, d opera di un gruppo di compagni operai in Fiat. Scusate ancora.

  38. Yuri Buccino scrive:

    Sulle tematiche economiche internazionali, ripeto che Lotta Comunista ha della valide ragioni ma sul piano nazionale e pratico, rimangono degli astensionisti controproducenti; non mi esprimo sul Lotta Continua datesi che buona parte dei loro membri degli anni ’70 ora stanno a destra (figli di papà che giocavano a fare i rivoluzionari) e potrei risultare offensivo, su quelli di oggi non so nulla sinceramente.

  39. Massimo scrive:

    Comprendo Yuri.
    Io non sono un figlio di papà e non giocavo a fare il rivoluzionario. Sempre dalla stessa parte sono stato, non sono nato incendiario ma non morirò nemmeno pompiere….
    Sul fatto che “buona parte di loro membri (…) ora stanno a destra” direi che prima di parlare bisognerebbe informarsi. Se dici che una parte di loro (peraltro assolutamente minoritaria) ora sta a destra condivido in pieno, ma sulla maggior parte avrei da ridire.
    Se si va per slogan, (vedi com’è difficile mettere insieme idee diverse) allora potrei dire che buona parte di quelli del Pci di allora oggi stanno a destra (a meno che non si consideri il Pd ed i suoi dirigenti di sinistra)…E credo che sinceramente hanno fatto molti più danni quest’ultimi, anche per via del numero, che quei 4 gatti di LC….

  40. Yuri Buccino scrive:

    Massimo, non avevo intenzione di scatenare polemiche, il mio “buona parte” non era riferibile a una maggioranza ma certamente ad un numero cospicuo. Stesso discorso vale per i giovanotti dei centri sociali odierni, molti dei quali figli dei professionisti o di ricconi, se io spaccassi una vetrina non avrei i soldi per ripagarla, quindi non mi viene proprio in mente di farlo. E collegandoci all’argomento dell’articolo di Brigante, io ci terrei che l’unità dei comunisti abbia come base la riscoperta della coscienza di classe, poichè di radical chic temporanei ne farei volentieri a meno.
    PS Non dimentichiamo che solo a Rifondazione Comunista sono stati tesserati un milione di persone, un’enormità. Dei quali molti non ci azzeccavano nulla. Dico io, se unità dev’essere, la si faccia davanti le fabbriche e non ai concerti reggae (che pur mi piacciono).

  41. mirco solero scrive:

    Proprio per non incorrere ancora in pseudo rivoluzionari di ogni banda….è necessario un “distinguo” sulle posizioni storiche dei futuri dirigenti,ed un costante controllo da parte del partito (base e quadri) inoltre è basilare contrastare la capacità di corrompere delle istituzioni, moderando stipendi e privilegi che possono umanamente intaccare la serenità di lavoro di chiunque.

  42. alberto scrive:

    Condivido Mirco, i tempi iniziano ad esser maturi per la ricostruzione del partito comunista e l’avvio della relativa costituente.
    Bisogna stare attenti ad eventuali passi falsi e dunque respingere ogni opportunismo si dovesse presentare, come già fece il movimento comunista a suo tempo; dunque, e qui non condivido un punto del discorso del Brigante, non si può accettare acriticamente qualsiasi disegno della classe dirigente, la base deve, insieme e senza contrapposizioni con questa, ma controllando i propri dirigenti, far sì che non si devii dal fine ultimo. L’unità dal basso, insieme alla guida strategica di avveduti e sinceri dirigenti dall’alto, è un chiaro segno di rispetto della base stessa, altro che offesa verso di essa. Ricordiamoci, ad es., l’opportunismo di Bertinotti nei confronti di una grandissima parte dei militanti di Rifondazione (e quanto danno ha fatto al sogno iniziale di questo partito).
    Spero Mirco (credo che tu sia la persona con la quale ho dialogato qualche post addietro) che PDCI e Ernesto insieme aprano a tutto il resto della diaspora comunista, nessuno escluso, come fa il progetto C.U. 2.0.
    Non capisco ancora come mai Ernesto, e PDCI per non “irritare” l’Area Ernesto, non abbiano appoggiato l’evoluzione di C.U. 1.0 in C.U. 2.0; questo lo adduco alla mia ignoranza in merito alle dinamiche sottostanti.
    Comunque mi auguro che si faccia, e subito, un nuovo unico e forte partito comunista, superando finalmente tutte le “categorie” che hanno diviso il movimento comunista sinora.
    Ai miei occhi, di comunista non organizzato, non vi è alcuna ragione affinché i comunisti restino divisi, se non quella che persegue, da sempre con ogni mezzo, il nostro nemico: la borghesia.
    Saluti comunisti.

  43. Massimo scrive:

    Cominciassimo già, come dice Mirko, partire dalla “moralizzazione” di emolumenti e stipendi vari, avremmo fatto un passo non indifferente per ridare un pò di fiducia a coloro che si sono allontanati.
    Io non voglio fare del facile populismo ma trovo indecente che ci siano stati e ci siano dei “compagni” che incassano centinaia di migliaia di euro, per non dire milioni, in pochi anni passati nelle istituzioni. Si dice che versano la metà al partito…Innanzitutto si tratterebbe di capire QUALE metà …la metà dello stipendio o la metà del montante complessivo? La differenza non è indifferente. Cominciamo a mettere dei paletti ben precisi e vedremo che, per miracolo, si squaglierebbero come neve al sole tutti coloro che per troppi anni sono stati qualcosa di diverso che nostri dirigenti: una sovrastruttura inutile e perniciosa…

  44. Il Brigante Rosso scrive:

    @Alberto. Sono d’accordo anche io con te che non si debba accettare acriticamente le decisioni dei dirigenti. Il mio passaggio è riferito a quei compagni (e sono tanti) che fanno dello scontro base-dirigenza l’elemento centrale, quasi la precondizione, per la ricostruzione.

  45. mirco solero scrive:

    Te lo spiego subito Alberto….
    Però prima voglio dirti che io mi firmo sempre per esteso(a volte solo il nome) mai con pseudonomi, perchè credo che il mio interlocutore abbia diritto di sapere con chi sta comunicando, e perchè essendo convinto di quello che affermo non ho paura di smentirmi in seguito.

    Sono stato tra i primi 100 firmatari dei due documenti di CU e ne rivendico la validità, in un momento in cui l’Ernesto ed il PdCI timidamente tacevano.

    La ragione del mancato appoggio a CU 2 da parte dell’ E. sta nella “guerra” interna che si è aperta dentro il coordinamento nazionale di quest’ ultimo e la successiva marginalizzazione di una parte dei componenti (fra cui anche il sottoscritto)

    Il tempo ci ha però reso giustizia…e più di un anno dopo le nostre ragioni emergono,proprio in questi giorni.

    Nel contempo però devo dire che CU 2 ritengo abbia esaurito la sua funzione, e che ultimamente abbia assunto tendenze massimaliste che non condivido.

    Ciò detto…sono sicuro che sia l’Ernesto sia CU 2 saranno parti fondamentai nella costruzione del PARTITO COMUNISTA.

  46. alberto scrive:

    Grazie Mirco e Brigante per le risposte; lo scritto nei post ha sovente bisogno di precisazioni, concordo anch’io ora pienamente con il Brigante.

    Ero quasi sicuro di parlare con lo stesso mirco (nel post nel quale ci eravamo parlati ti eri firmato con il solo nome, poteva trattarsi di un omonimo), volevo solo essere certo di rivolgerti la domanda appropriata, visto che eri stato tu ad accennarmi al “problema” Ernesto – C.U. 2.0.
    Anch’io mi firmo, per coerenza e correttezza, sempre con il vero nome proprio Alberto (a minuscola).

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