Chi Sono...

Mi chiamo Alessandro Belmonte e sono nato il giorno dopo la Festa dei Lavoratori nell'anno in cui un giovanissimo Beppe Bergomi (con baffone annesso) esordiva in un mondiale vincendolo. Sono orgogliosamente calabrese (di Rose, in provincia di Cosenza) anche se ormai da molto tempo vivo a Bologna. Le mie passioni sono: la politica, le nuove tecnologie e il ciclismo (da spettatore).

Cosa Faccio...

Sono un comunista a tempo indeterminato. Ho gestito per alcuni anni il sito "Il Brigante Rosso" che ora ho trasformato, per ragioni di tempo, in un Blog (spero vi piaccia). Sono iscritto al Partito dei Comunisti Italiani e coordino la Fgci (Federazione Giovanile dei Comunisti Italiani) dell'Emilia Romagna. Prima di morire mi piacerebbe potermi iscrivere ad un unico Partito Comunista.

Se il problema fosse l’alleanza

Sul piano generale è indubbio che il voto amministrativo rappresenti una spallata al governo ed al già vacillante asse Bossi-Berlusconi. Spallata che potrebbe essere decisiva se si dovesse confermare il trend positivo per il centrosinistra anche al ballottaggio, in modo particolare con l’eventuale vittoria di Pisapia, e se si riuscisse a superare il quorum per i referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento.

A sinistra (o almeno all’interno dei partiti percepiti dall’elettorato come sinistra del Pd) tiene, anche se con un lieve calo, l’IdV, non sfonda, nonostante il messia Vendola, Sinistra Ecologia e Libertà e sorprende il buon dato della Federazione della Sinistra considerando le condizioni date, l’oscuramento mediatico ed i sondaggisti che ci davano costantemente intorno all’uno e mezzo per cento.

Dai dati reali, facendo la media nazionale sulle provinciali, la Federazione si assesta al 3,7 per cento a livello nazionale ed ha buoni o ottimi risultati nei principali comuni chiamati al voto, tranne Torino e Bologna.

Cito appositamente Torino e Bologna poiché dimostrano come il tema delle alleanze seppur importante incide poco rispetto al risultato della Federazione e che non è determinate se si sia o meno in alleanza col Partito Democratico quanto se la FdS sia o meno radicata, sia in grado di proporre un progetto credibile e riconoscibile (vedi Napoli con De Magistris) e se sia quindi in grado di rappresentare o meno un pezzo di società.

A Torino, infatti, la Federazione della Sinistra si presentava in alleanza con Sinistra Critica e alternativa non solo al centrodestra ma anche al centrosinistra e, nonostante Mirafiori, Marchionne e Fassino ottiene un misero 1,15 per cento. A Bologna, al contrario, eravamo in alleanza con il centrosinistra (anche se dopo un percorso tortuoso ed un lungo tira e molla che come al solito ci ha fatto perdere voti sia da destra che da sinistra) ma arriviamo a malapena all’1,47 per cento.

Per cui se non vogliamo disperdere questo filo di speranza che si intravede dovremmo evitare di perdere tempo a discutere se allearci o meno col Partito Democratico e concentrare invece tutte le nostre energie sulla costruzione della Federazione della Sinistra, come momento unitario con la sinistra politica e sociale, e, al suo interno, ricostruire un forte ed unitario Partito Comunista in grado di mantenere aperta la questione comunista in Italia per l’oggi e per il domani.

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36 Commenti su “Se il problema fosse l’alleanza”

  1. Andrè scrive:

    Sono perfettamente d’accordo.

  2. nicola atalmi scrive:

    e non ti viene il dubbio che il nostro radicamento nella società sia in qualche modo collegato al fatto se da questa società (e dalla sua rappresentanza politica) veniamo visti come interessanti o appestati? e quindi alleabili o no.
    e poi secondo me non è secondario se ti ci metti o ti ci mettono fuori dall’alleanza dfemocratica
    io sarei per superare questo fatalismo per cui se ci voglio bene se non ci vogliono non ci meritano
    ad esempio a torino chi era che non voleva chi?

  3. Alessandro Rho scrive:

    MA GRANDE BRIGANTE ROSSO!!!!CHE PISAPIA,ORMAI,HA VINTO E STRAVINTO!!L’ho sento continuamente ogni dì!Così lo posso aggiornare un pochino,su tutte le bélinate che ci combina sù…Mr Be(lìn),o MrBe(AN),a seconda della figura di merda che più fà!Che ormai,grazie tanto ai consigli di “papi betty”,s’è già riuscito a scavare la fossa….DA SOLO!!!MAREMMA BIZANTINA!!!!Ciao né?S’andrhò

  4. Yuri Buccino scrive:

    Ho appena commentato le riflessioni sul voto di Marco Rizzo, il quale sputtana la Fds mettendo solo i dati negativi. Invece l’analisi di Ferrando è più onesta e sincera. io sostanzialmente concordo con la tua.

  5. alessandro scrive:

    un bravo a tutti…..

  6. roberto villani scrive:

    La vittoria in alcuni contesti è legata ad un antiberlusconismo oramai diffuso, ma i dati emersi in questa tornata elettorale non permettono comunque di superare il pericolo nascosto dietro all’alleanza col PD, partito filopadronale e guerrafondaio.
    Possiamo ricominciare a stringere alleanze col diavolo vivacchiando e accontentandoci di sopravvivere, ma per un rilancio dell’opzione comunista è assolutamente necessario progettare un percorso di unità ed autonomia della sinistra anticapitalista.
    Credo fortemente che alla lunga la coerenza e la chiarezza di un progetto paghino, così come credo che un percorso Costituente aperto ai Comunisti ovunque collocati potrebbe far riaffiorare entusiasmi ormai sopiti (ed il tasso di astensione è uno specchio importante di questo calo di entusiasmo).
    Riaprire ad alleanze con chi sostiene la guerra in Libia e strizza l’occhio a Marchionne e confindustria significherebbe allontanarsi ulteriormente dalla nostra classe di riferimento.
    Condivido la contentezza per il risultato di Milano, ed ancor più per quello di Napoli, ma nonostante il plebiscito per Fassino a Torino, credo che la FdS abbia fatto bene a non allearsi col PD in quella situazione, soprattutto per l’atteggiamento che lo stesso Fassino ha avuto nella vicenda legata al referendum della FIAT. L’autonomia politica comunista non può essere barattata per qualche poltrona, pena la definitiva perdita di credibilità di coloro che dovrebbero rappresentare la classe lavoratrice e proletaria.

  7. Yuri Buccino scrive:

    Incredibile. Marco Rizzo mi ha censurato, avevo commentato questo suo articolo http://www.comunistisinistrapopolare.com/?p=1729#comments
    precisando il risultato “buono” della Federazione della Sinistra, poiché i suoi dati erano palesamente tendeziosi.

  8. francesco buttari scrive:

    Le alleanze possono portare più o meno voti che non sono affatto sinonimo di crescita, uso le tue parole: bisognerebbe “proporre un progetto credibile e riconoscibile”. Questo va fatto! Proporre analisi e risoluzioni, a costo di rimanere in quattro

  9. Claudio Guardo scrive:

    Radicare la Federazione della Sinistra sul territorio e costruire all’interno della Federazione un forte Partito Comunista: sono d’accordo. Però ci sono dei compagni ai quali le due cose sembrano incompatibili e continuiamo a spaccare il capello in quattro: direi che siamo proprio autolesionisti. Va beh! Almeno mi sto godendo Berlusconi e i suoi lecchini con il culo per terra.

  10. roberto villani scrive:

    io credo e spero che in FdS di non-comunisti ce ne siano pochi, perciò mi chiedo: per quale motivo costruire un partito comunista dentro un partito-federazione di sinistra generica invece di allargare il percorso di costruzione di un vero, unito e autonomo PCI a tutte le realtà in cui si trovano i comunisti ovunque collocati?
    Per quale motivo l’idea di una vera Costituente Comunista, democratica, inclusiva e partecipata ad alcuni non piace?
    Per quale motivo non dovremmo cercare di unire in un unico ed autonomo partito i PRC, PDCI, CSP, SC, ReteCom., PCL, le altre organizzazioni ML oggi esistenti ed i tanti comunisti senza tessera?
    I compagni che aderiscono all’appello Comunisti Uniti, si battono e continueranno a battersi per l’unità dei comunisti ovunque collocati e per la costruzione di una vera Costituente Comunista!

  11. gianni scrive:

    Di Federazioni della sinistra se ne possono fare finche se ne vuole, persino il PD potrebbe definirsi una federazione della sinistra, al limite. Il punto è questo: o si riesce a fare o rifare un partito comunista , puro e semplice, oppure è meglio lasciar perdere.

  12. alberto scrive:

    Condivido pienamente, come al solito aggiungo, Roberto e anche gianni. Avrete notato che quelli della FDS si sperticano a enfatizzare la somma dei voti di FDS + SEL:

    http://www.federazionedellasinistra.com/federazione/?p=4752

    E altri segnali li trovate qua e la’…
    Questi due dati non sono ovviamente sommabili, ma, secondo me, dentro la FDS, molti sognano una SEL allargata, altro che un partito comunista forte dentro la Federazione della Sinistra, lo dicono per non far scappare il residuo consenso.
    Attualmente Rifondazione e PDCI contano meno del 4% nazionale, come è stato tristemente dilapidato quello che una volta era il forte blocco sociale/elettorale del PCI, che tristezza.
    Non abbiamo alternative, o ricostruiamo e seriamente un forte ed unito partito comunista, o saremo destinati all’oblio.
    La borghesia ci consentirà al massimo una costola “sinistra” di uno dei loro pariti di riferimento (leggi PD); SEL si appresta ad essere questo e il disegno perverso della “borghesia illuminata” è quello di fondere tutti gli antagonismi dentro il contenitore, controllato da loro ovviamente, di una indistinta ed innocua “sinistra”, così da addormentare meglio la classe degli sfruttati.
    badate che la borghesia è potente e coordinata, loro hanno tutti i mezzi, anche occulti, per sottometterci (pensiamo alla massoneria).
    Muoviamoci compagni, non esistono alternative alla ricostruzione dell’unico partito che i padroni temono veramente: quello comunista.
    E badate bene che lo spazio per questo partito esiste ed è superiore alla somma di PDCI e R.C. (ossia della FDS), chi dice che non c’è e non vuole subito un unico e indipendente partito comunista in realtà non vuole veramente un partito comunista.

  13. roberto villani scrive:

    concordo totalmente con quanto scritto da Alberto…

    i comunisti devono tornare a fare i comunisti e lo strumento di lotta primario e fondamentale è un VERO Partito Comunista Unito ed Autonomo dai poli borghesi!!

  14. claudio tedesco scrive:

    nè i rosati,nè i ravanelli!rossi fuori e bianchi dentro…..no,non mi piace! il partito comunista ai comunisti,fuori sel,rifondazione e federazione della sinistra!

  15. Claudio Guardo scrive:

    Invito caldamente a leggere “Ricostruire il Partito Comunista” di Oliviero Diliberto, Vladimiro Giacchè e Fausto Sorini. Edizioni Simple.

  16. lisandrho scrive:

    E porca paletta!!!Ma era ora che si riuscisse a trovare una crepa,all’interno dell’inossidabile fanfara di governo,progettata da:Mr Be(lìn)e company!!!Che oramai,un pò tutti gli italiani…CE N’HANNO BEN PIENE LE PALLE!!DI STO BURATTINO DEL SISTEMA,MESSO SU’ DAL MAFIOSO PIU’ GRAZNDE DEL PIANETA!!!!!MAREMMA MAIALA!!
    S’andrhò

  17. roberto villani scrive:

    il libro lo leggerò certamente.
    ma sulla linea di Diliberto, basata sulle alleanze a tutti i costi col PD filopadronale e guerrafondaio non sono assolutamente d’accordo. E spero possa cambiare nettamente e definitivamente.
    I comunisti si sono sputtanati abbastanza e le precedenti esperienze di governo dovrebbero insegnarci qualcosa.
    rischiamo la sparizione per perdita di credibilità…
    continuare a farci del male sarebbe folle!

  18. emilia scrive:

    caro roberto oltre al libro ti invito anche a leggere le dichiarazioni e gli interventi di Diliberto almeno dell’ultimo anno… e tra parentesi non ìl che il Prc abbia fatto molto diverso… andiamo avanti..

  19. roberto villani scrive:

    vero Emilia. nell’ultimo anno Diliberto ha fatto dichiarazioni differenti rispetto a quelle di fine 2010 in cui voleva stringere accordi con PD e UDC. Mi viene il sospetto che ciò dipenda dal fatto che il PD abbia trovato in Vendola la stampella a sinistra e non abbia alcuna intenzione di stringere accordi con la FdS.
    Le recenti dichiarazioni di critica al PD poi, non mi sembra siano state accompagnate da una critica al concetto stesso di centrosinistra che ovviamente si traduce nella logica delle alleanze coi partiti borghesi (senza poter contare, tra l’altro, su rapporti di forza appena decenti)
    Comunque ti do ragione, le dichiarazioni post-voto fatte da Ferrero dopo l’ultima tornata elettorale sono state addirittura peggiori ed improntate sulla necessità dell’unità con il PD e i suoi cespugli (stravolgendo anche il senso di quanto successo a Milano e soprattutto a Napoli, dove in un modo o nell’altro c’è stato uno scontro col PD)
    Sarei felice di sentire i dirigenti FdS fare un mea culpa sul percorso fatto negli ultimi decenni (con un picco negativo nell’ultimo governo Prodi) dove si è rinunciato a portare avanti una linea coerente di alternativa al sistema per dare forza a governi filopadronali, vaticanisti e guerrafondai. Sarebbe un segnale di svolta importante. Ma permettimi di dubitare della possibilità che tale segnale venga dato.
    P.S. Io non sono del PRC, sono un comunista senza tessera perchè il partito M-L unito ed autonomo che vorrei ad oggi in Italia purtroppo non c’è. Sarebbe importante che i militanti della FdS spingessero per ricostruirlo, magari invitando tutte le strutture ed i partitini comunisti oggi esistenti a partecipare ad un vero percorso COSTITUENTE partecipato e democratico(Non una fusione a freddo tra le segreteria di due partiti).

  20. Claudio Guardo scrive:

    Che tristezza tutto questo massimalismo settario e inconcludente!

  21. roberto villani scrive:

    invece le esperienze nei governi di centrosinistra sono state una vera allegria per lavoratori, precari, disoccupati, ceti popolari…

    Se essere settari significa essere contrari ad accordarsi con gli amici di Marchionne e con i supporters delle guerre NATO allora sono settario. Se significa curarsi il proprio orticello invece non lo sono, perchè credo fortemente nella necessità di riunificare tutti i comunisti ovunque collocati in un partito unito ed autonomo dai poli borghesi, ultraliberisti, filopadronali e reazionari.

  22. Claudio Guardo scrive:

    Eppure il Brigante l’ha detto chiaramente: il problema non sono le alleanze, ma il radicamento nel territorio e nella base popolare. Continuiamo a preoccuparci delle alleanze e, come detto una volta, ci ritroveremo in quattro a fare buchi nei muri.

  23. J.V. scrive:

    “Se essere settari significa essere contrari ad accordarsi con gli amici di Marchionne ecc.ecc.” caro Villani, ti sei chiesto come mai a Torino gli operai han votato gli amici di Marchionne e non noi, gli amici della FIOM?

  24. roberto villani scrive:

    il radicamento nei territori e nella base popolare è assolutamente determinante.
    Ma pur facendo un buon lavoro territoriale, se poi tradisci la base alleandoti coi suoi nemici e votando guerre, privatizzazioni, finanziarie capestro, che credibilità puoi avere?

    Non mi sembra di inventare nulla… è tutto già successo!

    E poi guarda cosa sta succedendo a Milano (dove pure eravamo in una posizione di forza). Il riconoscente “compagno” Pisapia, per gestire gli equilibri di giunta ha dato il posto a tutti tranne che ad esponenti della FdS…
    Ci hanno massacrati, traditi, non ci vogliono e noi… li rincorriamo.
    In un “momento storico” in cui avremmo milioni di argomenti per acquisire il consenso della classe lavoratrice e popolare…
    E allora, perchè non costruire questo Fronte Anticapitalista autonomo per poter poi dare il via ad un processo di unificazione democratico e partecipato di tutti i comunisti ovunque collocati?
    Solo l’idea di una rinascita di un vero PCI unito ed autonomo a mio modo di vedere potrebbe smuovere una marea di compagni che hanno perso la voglia di lottare (e di votare)

  25. alberto scrive:

    Sottoscrivo al 100% quanto appena scritto da Roberto.
    Aggiungo che non ci radicheremo mai, da Comunisti, sul territorio se continueremo a rincorrere, ad es., le sirene borghesi di Vendola, il quale ha avuto il coraggio di dichiarare, in una intervista del Corriere della Sera di mercoledì 8 giugno che vuole un nuovo soggetto insieme al PD e alleato con i “centristi” dell’UDC! Meno male che tale proposta è stata subito respinta da Ferrero, ma non basta.
    La completa indipendenza dai due poli borghesi è indispensabile!
    La borghesia ha costruito, in mancanza di forti partiti comunisti, il bipolarismo in tutti i paesi a capitalismo avanzato (es. conservatori e labouristi in Inghilterra, Conservatori e Democratici negli USA e ora PD-PDL da noi), funzionale al perpetuarsi del dominio di classe.
    Rompere con questa logica, e riappropriarsi del proporzionale puro senza sbarramenti, mi sembra faccia parte di un programma minimo che uno schieramento anticapitalista debba darsi.
    Mi è appena arrivato il libro di Diliberto, Giacché e Sorini, lo leggerò; è sicuramente scritto anche per l’istruzione delle nuove ed inesperte generazioni di comunisti, e questo è un altro punto a favore.
    Personalmente spero di iscrivermi (ora non lo sono), un giorno non lontano, ad un grande ed unico partito comunista insieme a Claudio, Emilia, Mirco, Roberto e tutti i Comunisti Uniti, il Brigante, i comunisti in Rifondazione, la rete dei comunisti, etc…, tutti insomma quelli che sono convintamente comunisti, nessuno escluso; si chiama settarismo questo? Non credo proprio, sarebbe forzoso e non corretto attribuire a me, e ad altri come me, questa etichetta.
    E’ il momento di abbandonare definitivamente le etichette, le classificazioni, le categorie che ora ci dividono.
    Sono e sarò sempre favorevole a tutti i sinceri processi di riunificazione dell’unico partito del quale abbiamo veramente ed urgentemente bisogno: quello comunista!
    Non sono d’accordo, ma sono convinto non sia nelle intenzioni di quasi tutti i compagni del PdCI, che il processo di riunificazione promosso da Diliberto + area Ernesto, si riduca solo all’entrata di tutti quanti e solamente nel PdCI stesso; questo infausto percorso lascerebbe sicuramente fuori moltissimi comunisti organizzati e non, facedo di fatto fallire la ricomposizione di classe, questo si che sarebbe definibile settarismo.
    Credo che questo processo dovrà concretizzarsi (e così deve essere obbligatoriamente inteso da Diliberto + Ernesto) in un percorso più ampio, se federativo inizialmente va benissimo, e coinvolgente di tutti i comunisti e anticapitalisti (anticamera del comunismo), nessuno escluso.
    Penso lo vogliamo tutti quanti scriviamo in questo blog, perché non fare pressioni presso le rispettive organizzazioni e/o dirigenti perché ciò avvenga al più presto?
    C’è spazio per tutti (dirigenti e base) e nessuno sarà costretto ad anuularsi e/o ad annullare le proprie esperienze, il perorso e la personale storia di militanza nel percorso, a tappe, di riunificazione predetto.
    Se non ora, quando???
    Un saluto, a pugno chiuso, a tutti.

  26. paolo di ancona scrive:

    al di là di tutto compagni, sono orgoglioso di essere marxista e comunista.
    una grande idea, la più bella, per migliorare il mondo e realizzare la giustizia sociale e la pace nei popoli.
    io ci credo, crediamo tutti

  27. paolo di ancona scrive:

    *crediamoci

  28. Claudio Guardo scrive:

    Tutti ottimi e condivisibili propositi, ma si continua colpevolmente a ignorare un problema fondamentale: la necessità della presenza nelle istituzioni, a cominciare dal Parlamento. Senza questa presenza non avremo nè mezzi nè possibilità di essere qualcosa di diverso dalla (brava) gente che si parla addosso al bar dello sport.

  29. roberto villani scrive:

    non sono un Bordighista…
    credo che i Comunisti debbano agire fuori dal parlamento, ma anche dentro.
    Dentro però ci si sta per evidenziare i limiti del sistema borghese e per denunciarne l’ingiustizia, non per portare acqua ai nemici della classe lavoratrice. Altrimenti non saremmo più comunisti, ma socialdemocratici o peggio, o no?
    Ognuno decide cosa vuol diventare. Io sono Comunista e vorrei un partito Comunista vero, unito ed autonomo…
    Credo ci sia ancora spazio per noi, soprattutto oggi, col sistema borghese in crisi nera!

    sul quesito di J.V. (che non avevo letto) credo che sia facile capire perchè gli operai hanno votato Fassino: per paura e per la sensazione di essere soli ed impotenti rispetto ai soprusi di Marchionne. Credo sia nostro compito trasformare il sentimento di rinuncia in quello di rivolta. Il Comunismo si basa sulla lotta di classe, non sull’andare a braccetto col padrone che ti toglie diritti e vita…
    L’egemonia culturale borghese ci ha fatto scordare ciò che siamo e un compagno chi dice cose molto normali passa per estremista…
    Per questo i padroni stanno vincendo… ed io, vi assicuro, mi sento più triste del compagno Claudio Guardo… ma non ancora rassegnato!
    Il vero partito Comunista unito ed autonomo se ci si inizia a credere se pò fa!!

  30. alberto scrive:

    Caro Claudio, non vedo perché l’uno dovrebbe impedire l’altro.
    Io ho parlato di corretto percorso per costruire il partito comunista, altra cosa è la necessità di essere nel parlamento con le forme possibili e permesse dalla fase storica.
    Ma dovremmo pur parlare della costruzione seria del partito comunista, la cui indioendenza dalle forme borghesi è nello stesso nome comunista, o no? O anche questo è parlare (seppur buono) da bar?
    Non mi sembra di aver detto che non si debba ambire a stare in parlamento.
    Continuo a pensare che siamo usciti fuori dal parlamento anche perché abbiamo abdicato al nostro ruolo e alla nostra identità di comunisti (sono molti di questi a non votarci più).
    Andiamo in parlamento, ma senza suicidarci all’altare della compatibilità borghese (vedi intervista di Vendola): questo è pienamente compatibile, e può essere perseguito parallelamente, con la vera ricostruzione di un forte partito comunista.

  31. Claudio Guardo scrive:

    Mi sembra che finalmente cominciamo a ragionare. Va bene se non ci escludiamo da nessuno degli aspetti della lotta politica, appunto, in parlamento e fuori: con falce e martello. L’errore è porsi il dilemma se stare in parlamento, dove sta il PD, o stare con gli operai sulle gru: dobbiamo stare da tutte e due le parti. Quanto a Vendola, ha dimostrato di non essere altro che il vecchio “correntone” di sinistra memoria (che non vuol dire memoria di sinistra).

  32. roberto villani scrive:

    nel parlamento ci si deve stare, non ho mai affermato il contrario… ma si fa politica contro il PD!!!
    soprattutto se difende gli sfruttatori, sostiene la guerra, fa politiche antioperaie!!

    Se si ricostruisce un vero PCI, con una Costituente democratica ed inclusiva aperta ai comunisti ovunque collocati, non ci sarà bisogno di alleanze per stare in parlamento!!

  33. alberto scrive:

    D’accordissimo con Roberto.
    Sono sicuro che Claudio non intende stare in parlamento, da comunisti, “alleati con il PD”, altrimenti saremmo solo la costola “sinistra” del PD come, malamente, vuole fare SEL; non saremmo dunque comunisti.
    Purtroppo la FDS è stata originariamente costituita con uno scopo simile, un pò più a sinistra, di SEL; noto con piacere che il PDCI sta correggendo il tiro rispetto a questo ulteriore grave errore.
    Il “bipolarismo” (nelle varie salse) è l’abbraccio mortale che la borghesia, con cabina di regia massonica (da noi il prpgramma P2 si può dire raggiunto), con il quale tende ad avvinghiarci e a stritolarci in tutto il mondo.
    Gli USA (costruita dalla borghesia massonica inglese) sono uno dei primi esempi di questo, hanno fatto morire subito ogni antagonismo di classe; il residuo rimasto non riesce più a superare questo meccanismo.
    In Italia questo processo di “cloroformizzazione” non è stato ancora del tutto completato: grazie al fatto che abbiamo avuto il PCI sino al 1991.
    Siamo ancora in tempo per costruire la forza comunista con la quale stare fuori e dentro il parlamento, nel quale combattere per il ritorno al proporzionale puro previsto dalla costituzione del 1948 (allora firmata dai comunisti con Terracini).
    Muoviamoci in tal senso: siamo d’accordo e diciamo sostanzialmente le stesse cose. Ora è il tempo di agire senza altri errori.

  34. Claudio Guardo scrive:

    Ribadisco che le alleanze sono la mia ultima preoccupazione, e saluto con soddisfazione la correzione di rotta del PdCI. Spero che il vento favorevole soffi un pò dalla parte dei comunisti. Negli anni 70 il PCI sembrava troppo poco; adesso lo rimpiangiamo: vedi giudicio uman come spesso erra!

  35. roberto villani scrive:

    invece a me le alleanze preoccupano molto… si fanno per avere un tornaconto tattico, ma a forza di accordi al ribasso ci si è scordati degli obiettivi strategici.
    il PRC ha stravolto la sua natura e ha perso credibilità attraverso le alleanze scellerate che ha fatto…
    ricostruiamo un partito credibile ed autonomo!!

  36. AlessandroPaoloRho scrive:

    Ma certo che l’avvocato,senza il becco d’un compromesso o d’una alleanza credibile,non potrà mai muovere tanto, verso il tank di MrBe(dùin

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    • paolo di ancona: max prima si deve fare
    • ventopiumoso: e mi trovi d'accordo, brigante,
    • Claudio Guardo: 1) Che piacere ritrovarti, Brigante! 2)Se
    • max: A noi, purtroppo sarebbe convenuto
    • daniele: L'analisi è logica, nel senso

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